Nel primi nove mesi del 2014 ben il 47,3% delle imprese emiliano romagnole ha pagato entro i termini le fatture ai propri fornitori. Dal 2010 ad oggi sono cresciuti però del 102,1% i ritardi oltre i 30 giorni. Piacenza la provincia più puntuale, Rimini la peggiore. Le maggiori criticità nel Commercio al Dettaglio, bene i Servizi Finanziari.
I risultati dello Studio Pagamenti CRIBIS D&B in Emilia Romagna aggiornati a fine settembre 2014
Bologna, dicembre 2014 – Nei primi nove mesi del 2014 continuano le difficoltà delle imprese italiane nei pagamenti commerciali. A preoccupare maggiormente è la crescita della percentuale dei ritardi gravi, oltre il mese di ritardo, nei confronti dei fornitori. In questo scenario si distingue in positivo l’Emilia Romagna, che si conferma la regione più puntuale in Italia. In Regione infatti quasi un’impresa su due salda regolarmente le fatture ai propri fornitori.
Nel terzo trimestre dell’anno in corso infatti ben il 47,3% delle imprese della regione ha pagato entro i termini concordati, mentre il 43,2% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni e il 9,5% oltre i 30 giorni. Una performance di pagamento significativamente migliore sia di quella nazionale (nella media italiana il 37,5% delle imprese paga alla scadenza e il 16,4% con un ritardo oltre i 30 giorni) sia, leggermente, di quella del Nord Est (46,5% di imprese puntuali, 9,3% con un ritardo oltre i 30 giorni). Dall’analisi del trend però, rispetto al quarto trimestre 2010, la situazione dei pagamenti commerciali in Emilia Romagna mostra un peggioramento: i pagamenti alla scadenza sono cresciuti del 15,9%, parallelamente i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati addirittura del 102,1%.
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti aggiornato al terzo trimestre 2014, realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese Emiliane.
In regione Piacenza è la provincia più virtuosa con ben il 49,8% di imprese puntuali. La seguono Modena, con il 49,6% di imprese regolari, Forlì Cesena (48,3%), Reggio Emilia (48%), Bologna (47,5%), Parma (47,5%), Ferrara (46,4%), Ravenna (44,4%). In ultima posizione Rimini, dove solo il 42,4% delle imprese paga alla scadenza.
Nell’analisi per settore, il Commercio al Dettaglio è il comparto più in difficoltà. I pagamenti puntuali sono solo il 31,5%, ben il 15,6% la quota dei ritardi oltre i 30 giorni medi. Andamento opposto per quanto riguarda il settore dei Servizi finanziari con una percentuale di pagamenti virtuosi pari al 58,2%, i ritardi gravi oltre i 30 giorni sono solo del 9,2%.
“Uno dei settori economici che ha accusato maggiormente le difficoltà economiche e la crisi dei consumi è stato il commercio al dettaglio. Il nostro osservatorio sui ritardi nei pagamenti evidenzia come questo comparto stia da tempo attraversando un periodo di forte crisi, caratterizzato da un continuo aumento nei ritardi nei pagamenti” – afferma Marco Preti (nella foto), Ad di Cribis D&B. “Questo è un problema che riguarda sia a livello occupazionale sia economico
l’intero Paese, visto che il solo commercio al dettaglio racchiude in sé più di un quinto del totale delle imprese. Le difficoltà colpiscono soprattutto le piccole imprese commerciali, spesso a conduzione familiare e meno innovative. Nel settore in questione inoltre si può notare come la crisi colpisca sia le imprese che hanno una lunga storia imprenditoriale alle spalle, sia quelle aperte negli ultimi 4 anni, compreso le start up. Basti pensare che un’impresa nata nel commercio al dettaglio nel 2009, nel 31% dei casi ha già chiuso l’attività.
Ma il problema non finisce qui. Il commercio al dettaglio è “l’ultimo miglio” di molte filiere industriali e quindi i ritardi di pagamento e la crisi del settore impatta anche sulle aziende del commercio all’ingrosso e industriali. Per questo è importante ora più che mai l’adozione da parte delle imprese coinvolte di procedure efficaci e una maggiore attenzione alla gestione del credito commerciale. Al centro delle priorità deve esserci un attento controllo sull’andamento dei pagamenti e sulla propria gestione finanziaria, fattori decisivi per rimanere sul mercato, continuare a investire nei client migliori, e superare questo momento difficile” – conclude Preti.
{fcomment}



