E’ diventata definitiva la condanna a 16 anni di carcere per Barbara Bregamo, la donna che assoldò dei killer per ammazzare il marito che morì per avvelenamento, per lei adesso si sono aperte le porte del carcere. Il maschicidio di Santo Giuffrida, 65 anni, risale 10 dicembre del 2002 avvenne a Misterbianco (Catania) dove già nel gennaio del 2000 uno dei killer ingaggiato dalla donna aveva accoltellato l’uomo mentre era nel garage del condominio dove abitava, il poveretto riuscì a difendersi pur rimanendo gravemente ferito ma per lui non scattò alcuna protezione, per gli uomini non esistono “codici rossi”, così l’assassina ci riprovò dopo quasi due anni con un metodo più sofisticato. Secondo l’accusa la Bregamo ha introdotto in casa i due sicari per fare un’iniezione fatale al coniuge mentre dormiva per poi soffocarlo nel sonno cercando di simulare poi un infarto. Uno dei due ha poi rivelato tutto, coinvolgendo a sua volta altri tre complici. La donna dopo che la Cassazione si è pronunciata definitivamente è stata arrestata dai carabinieri: Barbara Bregamo deve scontare una pena residuale definitiva di 13 anni di reclusione, la sentenza è diventata definitiva il 6 dicembre scorso. Solo 15 anni dopo dal maschicidio, nel 2017, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro, che si autoaccusò dei due episodi delittuosi hanno portato alla verità.
sa.pi.



