La situazione del carcere di Modena

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La situazione del carcere di Modena

Nell’istituto si registra un vistoso aumento delle presenze rispetto allo scorso anno: ben 456 persone (80 in più rispetto alla nostra visita precedente di maggio 2022), di cui 268 stranieri. Sono 313 i condannati in via definitiva, ovvero quasi il 70% della popolazione detenuta. Nella sezione femminile erano ristrette 30 donne di cui 23 condannate in via definitiva. Segnaliamo che le piante organiche del personale e l’organizzazione del carcere sono state concepite per una casa circondariale, ovvero per una popolazione costituita principalmente da detenuti non definitivi: la presenza consistente (e in aumento) di persone detenute con condanna definitiva ostacola notevolmente la possibilità di fornire un adeguato supporto trattamentale a ogni individuo.
La circolare DAP del luglio 2022 destinata alla riorganizzazione del circuito della media sicurezza, che dovrà avvenire entro settembre per tutti gli istituti in Emilia-Romagna e che prevede una graduazione delle sezioni di media sicurezza tramite cui assicurare l’offerta trattamentale alle persone detenute nelle sezioni a trattamento intensificato, non ha portato particolari novità all’interno del carcere di Modena. In questo istituto, infatti, era già utilizzato un modello che prevedeva la divisione tra sezioni ordinarie e a trattamento intensificato, mentre la sezione ex art. 32 DPR 230 del 2000 è già in uso da molti anni. A Modena, i detenuti che abbiano dimostrato maggiore capacità di autonomia e di adesione all’offerta trattamentale vengono collocati all’interno delle sezioni a trattamento intensificato ove vige un regime a celle aperte e una più ampia possibilità di movimento. Gli altri vengono quindi collocati all’interno delle sezioni ordinarie o ordinarie intermedie. All’interno delle sezioni così distribuite si registra una differente offerta trattamentale.
La qualità degli spazi invece appare piuttosto omogenea. La struttura, composta da un padiglione più datato e da uno di più recente costruzione, appare complessivamente in condizioni discrete. Gli spazi destinati alla socialità sono spaziosi e ben tenuti nel nuovo padiglione; nel vecchio padiglione, pur essendo gli unici spazi dotati di ventilatore, appaiono più trascurati. Sono dotati di tavoli e, in alcuni casi, anche di biliardino e/o tavolo da ping pong, ma spesso mancano le sedie e sembra carente la pulizia degli stessi.
Diverso, invece, il caso della sezione ex art. 32 DPR 230 del 2000 ove vige un regime a celle chiuse e della sezione nuovi giunti e isolamento che appaiono collocati in una zona dell’istituto piuttosto buia.
Tra le problematiche dell’istituto si segnala l’assenza di un direttore incaricato e la persistente carenza di educatori (4), sempre più significativa in considerazione dell’aumento del numero (assoluto e percentuale) di condannati in via definitiva.
Positivo l’incremento dell’offerta trattamentale, con l’attivazione di posti di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro esterni e di corsi professionalizzanti, e la costruzione di un secondo campetto per favorire un maggiore accesso alle attività sportive. Si segnala tuttavia la carenza di corsi professionalizzanti e di istruzione all’interno della sezione femminile.

Associazione Antigone Emilia-Romagna 

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