
Anche quando scelgono di descrivere con minuzia macabra dettagli di un’inchiesta giudiziaria, ripetuti ossessivamente e con l’obiettivo nemmeno celato di fare audience, si nota che oramai in gran parte dell’informazione italiana si è instillata una sorta disparità di trattamento tra le vittime. A Pavia la locale Procura ha riaperto due inchieste: oltre a quella dell’assassinio della povera Chiara Poggi uccisa 18 anni fa a Garlasco, c’è anche quella relativa alla morte di Francesco Ancona deceduto 38 ani fa. Gli inquirenti qualche giorno fa hanno fatto riesumare la salma e nominato tre esperti per l’esame dei resti, di questo secondo caso nessuno parla, forse perchè è “solo” un uomo morto che secondo gli inquirenti, forse, fu ammazzato per volere della moglie.
Il decesso fu archiviato come suicidio, oggi si ipotizza un maschicidio premeditato, gli inquirenti sospettano che la moglie ne avrebbe commissionato la morte: lo avrebbero prima avvelenato, poi stordito con un corpo contundente, cosparso di benzina e infine investito con una betoniera….
Lo trovarono in un campo nei pressi di Mortara.
s.p.




