Con il Canton Ticino possiamo e vogliamo avere un rapporto alla pari, perché noi corriamo, nonostante i lacci e lacciuoli che ci trattengono”. Lo ha detto Daniele Nava – Assessore alle Riforme Istituzionali, Enti Locali, Sedi Territoriali e Programmazione Negoziata di Regione Lombardia – in apertura dei lavori del convegno sul programma di collaborazione trasfrontaliera “Interreg Italia-Svizzera” che si sono svolti recentemente a Erba in provincia di Como. “Siamo fortunati o potenzialmente fortunati ad essere territorio di confine e ad avere come metro di paragone cantoni che appartengono a una nazione con regole diverse ma con un dato sociale e culturale molto simile al nostro”, ha detto l’esponente del la Regione Lombardia che era presente all’appuntamento insieme agli assessori Francesca Brianza e Alessandro Fermi.
“D’altra parte siamo il territorio più evoluto d’Italia e uno tra i più evoluti d’Europa. L’auspicio e l’azione quotidiana vanno nella direzione di creare un minimo comune denominatore anche dal punto di vista economico, oltre che sociale e culturale, per la comune appartenenza all’Insubria – ha proseguito Nava – Noi corriamo, lo diciamo agli amici svizzeri, cerchiamo di divincolarci, lotteremo fino in fondo perché, cambiando le regole di questo paese, insieme a loro questa fascia potrà decollare. Misure come queste dell’Interreg con regole diverse potranno essere ancora più efficaci e non solo per i soldi che arriveranno, per quanto i finanziamenti siano importanti”. Sulla stessa linea anche l’assessore Alessandro Fermi, che ha detto: “Il mio vuole essere un auspicio istituzionale, affinchè si possa cogliere questa potenzialità, che non e’ solo economica – ha dichiarato l’assessore che ha la delega all’Attuazione del programma e Rapporti istituzionali nazionali di Regione Lombardia -. Dobbiamo approfittare dell’opportunità rappresentata dal progetto Interreg per rafforzare ancora di piu’ il legame con la Svizzera, col Canton Ticino. Essere territorio di confine – ha proseguito – in particolare per il territorio di Como, ha sempre significato una grande opportunita’, a cominciare dal punto di vista occupazionale, anche se questa vicinanza ha provocato anche qualche criticita’”. “Le relazioni negli ultimi anni lentamente ma inesorabilmente, sono peggiorate – ha ammesso Fermi -: la tensione tra le zone di confine e’ aumentata, vari sono i temi che potrei portare ad esempio, anche sul metodo spesso un po’ unilaterale, privo di confronto, con il quale vengono prese alcune decisioni da parte del Canton Ticino, e alcuni provvedimenti. Se guardiamo al tema delle imprese, cito il tema della Lia, che e’ l’ultima delle patate bollenti che ci e’ stata rifilata, mascherata da una tutela del mondo artigianale, ma che in realta’ come e’ entrata in vigore, ha gia’ dato purtroppo i primi effetti negativi anche sul numero di imprese che sono state vittime di questo nuovo sistema, poi ha poseguito: “Come Regione Lombardia siamo intervenuti per mitigare l’iniziale previsione di questo strumento, ma questo non basta: uno degli obiettivi fondamentali e’ utilizzare il progetto Interreg per migliorare, per abbassare la tensione e anche far capire al Canton Ticino, quanto sia un’opportunità anche per loro essere territorio di confine verso l’Italia”- ha poi concluso – “Farlo anche attraverso la disponibilità economica rappresentata da questi progetti che stiamo costruendo – ha chiosato Fermi – e’ un’occasione storica in un momento in cui abbiamo la necessita’ di ristabilire un canale di comunicazione che sia meno pieno di tensioni, fraintendimenti, incomprensioni, e che può essere utile sia a noi che alla Svizzera. Ovviamente come rappresentante della Provincia di Como questo interesse e’ fortissimo per il mondo istituzionale, delle imprese, sia per tutti i cittadini, poi se riusciremo a migliorare l’attrattività economica del nostro territorio, attraverso provvedimento come la ZES, la zona economica speciale, anche quello sarà un canale utile per migliorare ancora di più le relazioni. E’ un obiettivo per il nostro territorio. La grande partecipazione a questo incontro, conferma che il messaggio iniziale è passato e che sono state colte le opportunità rappresentate dall’Interreg”. Così ha commentato l’assessore regionale della Lombardia con delega ai Rapporti con la Confederazione Elvetica, Francesca Brianza. “Avvicinarsi a questi progetti – ha proseguito Brianza – significa vivere i territori di confine, che indubbiamente presentano delle peculiarità rispetto ad altri territori lombardi, in un’ottica positiva, puntando sulle potenzialità che derivano dalla vicinanza con la Svizzera, piuttosto che sulle difficoltà. Il nostro impegno durante questa legislatura – ha chiosato Brianza – è cercare di implementare la collaborazione con i vicini svizzeri, con il Canton Ticino, con il Canton Grigioni, promuovendo il dialogo, al netto delle problematiche che possono nascere nel momento in cui due Stati si interfacciano su un medesimo problema”. “Oggi – ha proseguito – vogliamo superare le difficoltà che possono scaturire quando si affrontano argomenti cruciali come frontalieri, Registro imprese artigiane o la delocalizzazione delle nostre aziende verso la Svizzera e puntare su un confine che sia un elemento di forza per questi territori e che permette alla parte italiana e a quella Svizzera, di accedere a finanziamenti importanti che si basano proprio sul concetto di cooperazione, collaborazione e transfrontalierità”. Ha poi concluso: “La prima fase di questa progettualità, quella della manifestazione di interesse, si è conclusa; ora siamo nella seconda fase, ovvero il laboratorio della progettualità: è un momento importante, di confronto, in cui le manifestazioni di interesse iniziali potranno implementarsi, attuarsi ed arricchirsi per poi arrivare, nella terza fase, alla presentazione dei bandi. L’importanza della progettualità si coglie anche dai numeri – ha concluso – perché al 30 settembre 2016, quando si è chiusa la prima fase abbiamo avuto 272 candidature, per potenziali 600 beneficiari, e 402 milioni di euro: dati che indicano chiaramente che i territori hanno compreso la grande opportunità rappresentata da questi bandi”.
Salvatore Pizzo
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