
Una zuffa scaturita da un episodio, alquanto bizzarro, avvenuto a Parma è costata una condanna a 6 mesi con la sospensione condizionale a Vito Mancini, uno dei protagonisti della dodicesima edizione del Grande Fratello. La vicenda, stando alle carte processuali, risale al lontano 15 marzo del 2008, quando Mancini era in compagnia di un amico e di un’amica in Piazza Ghiaia a Parma: era notte, la ragazza avrebbe avuto un bisogno fisico impellente, tanto da essere costretta a trovare un angolino “discreto”, nel pieno centro della città emiliana, per poter risolvere la sua urgenza. Pur essendo notte fonda i due amici, tra cui Mancini, da buoni cavalieri si appostarono ai lati della strada, onde evitare che qualche improvviso passante potesse notare la ragazza mettendola in evidente imbarazzo. All’improvviso, nei paraggi comparvero due coppie, altri due ragazzi e le rispettive amiche, reduci da una festa di laurea che si teneva in un locale nelle vicinanze, nacque un alterco tra Mancini e uno dei due ragazzi. Dalle parole si passò alle vie di fatto e dopo la zuffa l’altro giovane fu medicato al pronto soccorso da cui fu dimesso con una prognosi di 25 giorni, il giorno successivo Mancini fu riconosciuto da una delle ragazze presenti che lo notò in centro a Parma, da qui la denuncia. Il processo dopo oltre sette anni si è concluso a sfavore di Mancini che, assistito dall’avvocato Liborio Cataliotti, ha presenziato a tutte le udienze il pubblico ministero Marirosa Parlangeli ha chiesto una condanna a 9 mesi. Il giudice Giuseppe Monaco, dopo aver ascoltato l’arringa del difensore è stato più clemente, aggiungendo però alla condanna il pagamento delle spese all’altro giovane costituitosi parte civile. Fortunatamente per Mancini in settembre il reato si prescrive e se dovesse rivolgersi alla Corte d’Appello di Bologna, in quella sede potrà cancellare la decisione del magistrato di Parma.
sa.pi.
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