ISVRA sul Piano Strategico del Turismo: ulteriore rinvio e tanta confusione

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ISVRA sul Piano Strategico del Turismo: ulteriore rinvio e tanta confusione

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Il Piano Strategico del Turismo, che doveva essere, secondo il ministro, Dario Franceschini, “in larga parte” pronto ad aprile, è più che mai in alto mare: gli Stati Generali del Turismo, tenutisi qualche giorno fa al Museo Ferroviario di Pietrarsa, hanno prodotto solo domande e nessuna risposta. Con l’apertura di una pasticciata consultazione pubblica tramite internet, che durerà fino al 31 maggio, l’obiettivo si allontana ulteriormente. La presentazione del Piano è così rimandata a luglio: a quasi due anni e mezzo dall’insediamento del Governo Renzi, nonostante la dichiarata priorità dello sviluppo turistico e fosse già pronta, sia pure da riesaminare e integrare, una proposta del Governo Monti, quando era ministro del turismo Piero Gnudi.

Sono queste le valutazioni di ISVRA, Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo, dopo aver analizzato l’esito degli Stati Generali del turismo e le criticità del settore.

“Nonostante le promesse della vigilia – dichiara il presidente di ISVRA, Mario Pusceddu – l’incontro di Pietrarsa ha proposto generici auspici, e interrogativi sul da farsi, che sentiamo ripetere da anni. E’ evidente, dopo tanti comitati, convegni e documenti interlocutori, che i tempi della politica sono sempre più distanti dai tempi delle imprese”.

“Prima delle cose rivoluzionarie di cui molto confusamente, si parla – prosegue Pusceddu – perché non ci chiediamo, ad esempio, a cosa serva la miriade di siti internet turistici pubblici, di Stato e Regioni, per lo più malfatti, non aggiornati, con link che non funzionano, traduzioni incomplete e minima visibilità sui motori di ricerca, soprattutto per richiamare i turisti stranieri? E’ una spesa rilevante, che produce pochissimo o nulla, mentre la commercializzazione on-line dell’ospitalità italiana è ormai quasi tutta in mano ai grandi intermediari internazionali del web, le cosiddette OTA (On line Travel Agencies) che mettono a segno fatturati miliardari sulle attrattive turistiche del nostro Paese e il lavoro delle nostre aziende ricettive”.

Mentre il Governo continua a prendere tempo – conclude l’analisi di ISVRA – è ancora in discussione in Parlamento, ormai da un anno, la legge sul mercato e la concorrenza che prevede fra l’altro (art. 50) il divieto per le OTA di imporre alle aziende ricettive la parità tariffaria. E solo oggi, dopo oltre 15 anni, ci si accorge del grande impatto della “sharing economy” sul turismo, senza aver ancora stabilito se e come può essere definita e disciplinata, vista la complessa articolazione del settore.
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