
Un episodio che sarebbe avvenuto a Lugano è stato il colpo di scena che ha caratterizzato la scorsa udienza del processo in cui è coinvolto, insieme ad altre tredici persone, Andrea Camporese ex presidente dell’Istituto Nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Il processo che è in corso a Milano riguarda una serie di illeciti che, secondo gli inquirenti, sarebbero avvenuti nella gestione del patrimonio dell’ente previdenziale ed i rapporti dello stesso con la società Sopaf. Nel corso dell’udienza il Pubblico MInistero Gaetano Ruta ha presentato gli atti, provenienti da Lugano, di una rogatoria internazionale da cui si evince che un consulente finanziario afferma che nella città svizzera, durante un incontro “a piedi” avvenuto all’esterno della stazione ferroviaria vi fu la consegna in contanti di 53mila euro relativi ad un’ “operazione sporca”, precisando che quei soldi non furono consegnati a Camporese come si credeva, bensì ad un’altra persona coinvolta nell’inchiesta. Secondo l’accusa, Camporese avrebbe accettato soldi per fare acquistare nel 2009 all’ Inpgi a prezzo eccessivo quote del Fondo Immobili Pubblici (FIP) vendute dalla società Adenium facente capo alla holding Sopaf poi falita a causa di un’ingente distrazione di capitali, ma in realtà detenute dalla società austriaca Immowest Ppromotus Holding. Secondo l’accusa, a corrompere Camporese sarebbe stato Andrea Toschi (amministratore delegato della società di gestione del risparmio Adenium Sgr). Un testimone ascoltato durante le indagini asserì che almeno una piccola parte di questi capitali, poco più di 145mila euro, sarebbero transitati su un conto corrente aperto nel febbraio di due anni fa alla Bsi Lugano.
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