Il Teatro Magnani di Fidenza presenta la stagione di prosa 2014/2015. Sette sono gli spettacoli

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Il Teatro Magnani di Fidenza presenta la stagione di prosa 2014/2015. Sette sono gli spettacoli

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Il 19 dicembre 2014 alle ore 21.00 inaugureranno la stagione con “Othello, la h è muta” gli Oblivion: ovvero Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli, un gruppo di giovani artisti italiani che curano direttamente testi e regia dei loro spettacoli. Introducendo un nuovo genere, una sorta di varietà musicale, reinventano e mescolano in maniera frizzante contenuti pop e culturali, come in quest’ultimo lavoro “Othello, la H è muta…”. Due secoli di critica musicale e teatrale condensati in una rivoluzionaria scoperta: la differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano? E’ l’H…. E così si compie il misfatto e il doppio bicentenario Verdi–Wagner viene comicamente profanato alla maniera degli Oblivion. Un pianista – Denis Biancucci – con un piano ben preciso accompagnerà gli Oblivion in un percorso shakespeariano alternativo. Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti gli Iaghi. La classica vicenda shakesperiana prenderà pieghe del tutto inattese. Un progetto speciale con tanta musica e vocalità, arricchito dagli equilibrismi canori e dai montaggi beffardi, ma impeccabili, di questi cinque formidabili attori e cantanti, seguiti da decine di migliaia di spettatori anche su Internet.
Il 21 gennaio 2015 alle ore 21.00 sarà la volta di Tullio Solenghi che interpreterà Salieri, protagonista assoluto di “Amadeus”. Amadeus è il titolo della pièce teatrale in due atti scritta da Peter Shaffer nel 1978, da cui è stato successivamente tratto l’omonimo film del 1984 diretto da Milos Forman, che ebbe grandissimo successo. Il dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Shaffer scrive la pièce traendo spunto dal dramma di Puskin intitolato “Mozart e Salieri” in cui quest’ultimo per gelosia ed invidia avvelena Mozart. Nel testo di Shaffer non vi è unità di tempo e di luogo. L’ambientazione cambia vertiginosamente dalla fine del 700′, periodo in cui Mozart preceduto dalla sua fama incontra Salieri a Vienna, al primo ventennio dell’800′ nel quale Salieri, ormai vecchio e malato mette in giro la voce infondata di aver assassinato Mozart nel 1791. Perché? Per essere ricordato anche lui dai posteri! Se non come musicista almeno come ASSASSINO! Invidia, rabbia, senso di impotenza, bisogno d’amore e di libertà, indignazione, sono le passioni che muovono ed animano i protagonisti della storia e gli altri personaggi che gravitano intorno a loro.
Il 31 gennaio 2015 alle ore 21.00 il Teatro Magnani ospiterà “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde, con Geppy Gleijeses, Lucia Poli e Marianella Bargilli. Definita la più bella commedia di tutti i tempi, debuttò a Londra nel 1895, ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti: nella commedia infatti la conversazione spodesta l’azione, tanto che fu definita l’unica opera verbale pura in lingua inglese. I personaggi sono tutti magnificamente caratterizzati, dall’illegittimo, alla vecchia Lady dispotica, alle ereditiere, e proprio
seguendo le indicazioni di Wilde, debbono anche scambiarsi le battute con perfetta naturalezza, senza mostrare di ritenerle spiritose e senza tentare di giustificarle caratterizzandosi come eccentrici. L’eterea verbalità, dove tutti si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna ad un senso visivo di teatralissima efficacia. Ancora oggi attuale, l’opera attacca con stile le convenzioni del suo tempo, la stupidità delle etichette sociali, la comica ipocrisia dell’alta società.
Il 21 febbraio 2015 alle ore 21.00 a salire sul palcoscenico sarà Paolo Migone, con “Completamente spettinato”. Lo spettacolo è scritto e interpretato dallo spumeggiante comico toscano, reso celebre in tutta Italia e non solo dalla trasmissione televisiva Zelig. Lo spettacolo, oggi più travolgente che mai grazie alla straordinaria esperienza artistica e umana del comico maturata in una carriera ventennale,
mette a nudo gli aspetti surreali e tragicomici dell’eterno gioco dell’amore tra uomini e donne, attraverso una folla di personaggi e sorprendenti picchi emotivi sapientemente intessuti nella trama della comicità. Lo scontro e l’incomunicabilità tra universo maschile e universo femminile, argomenti di sempre più stringente attualità, sono la scintilla per una serie di gag esilaranti e sempre nuove, anche in chiave autobiografica (la sua vera musa ispiratrice è la moglie), amplificati dalla sua comicità corrosiva.
Il 12 marzo 2015 alle ore 21.00 la stagione prosegue con Michele Placido in “Re Lear” di William Shakespeare. Re Lear esplora la natura stessa dell’esistenza umana: l’amore e il dovere, il potere e la perdita, il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un’epoca, lo sgomento dell’essere umano di fronte all’imperscrutabilità delle leggi dell’universo. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, per tornare uomo tra gli uomini, rifarsi bambino e in pace “gattonare verso la morte”. Lear esige in cambio della cessione del suo potere, che le figlie espongano in parole i loro sentimenti per lui. Ma Cordelia, la più piccola, sa che il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere solo: “nulla, mio signore”. È questo equivoco, questo confondere l’amore con le parole, che, nel momento in cui le altre figlie si mostreranno per quello che sono, farà crollare Lear rendendolo pazzo. E con Lear è il mondo intero che va fuori di sesto, la natura scatenata e innocente riprende il suo dominio, riporta gli uomini al loro stato primordiale, nudi e impauriti, in balia di freddo e pioggia a lottare per la propria sopravvivenza.
Il 19 marzo 2015 alle ore 21.00 uno spettacolo che è narrazione e canto, affabulazione e commozione, metà tra spettacolo e concerto: “Chelsea Hotel”, con Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo. Sono passati tutti da lì. Ci hanno vissuto a lungo, come fosse un rifugio e non solo un hotel sulla 23esima strada, a New York. E poi hanno ricordato il loro passaggio in mille libri, film e canzoni. Al Chelsea Hotel Bob Dylan ha scritto Sad Eyed Lady Of The Lowlands e Sara, Leonard Cohen e Janis Joplin hanno consumato una breve storia di sesso e amore poi raccontata in Chelsea Hotel #2. Nico ne ha cantato l’epopea in Chelsea Girl, Jon Bon Jovi le solitudini in Midnight In Chelsea, i Jefferson Airplane le settimane in Third Week In The Chelsea. Al Chelsea Arthur Clark ha scritto 2001: Odissea nello spazio, e Jack Kerouac, in tre soli giorni, la prima stesura di Sulla strada, mentre Ginsberg e Corso hanno dato fuoco alle polveri beat. Al Chelsea hanno vissuto Patti Smith, Mapplethorpe, Iggy Pop, Bukowski, Burroughs, Arthur Miller, Tennessee Williams, Kubrick, Jane Fonda, Dennis Hopper…
La stagione di prosa si conclude il 28 marzo 2015 alle ore 21.00 con “Qualcosa rimane – Collected Stories” di Donald Margulies, interpretato da Monica Guerritore e Carolina Crescentini e diretto da Giorgio Diritti. La pièce tratta il rapporto di amicizia e scontro tra due donne nell’arco di 6 anni. Il risultato è un confronto serrato in cui il tema dell’amicizia e la rivalità tra la scrittrice affermata e insegnante di letteratura e la sua giovane allieva viene affrontato con rigore e franchezza. Una regia attenta fa emergere la storia delle protagoniste attraverso il semplice gioco teatrale, scevro da effetti e sovrastrutture. Un lavoro quasi completamente incentrato sulle interpreti e sulla capacità di far immedesimare subito il pubblico fino ad astrarsi completamente e pensare di essere liberi di aprire la mente ad un dialogo intimo, ravvicinato.
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