La Giornata Mondiale dell’uomo si celebra il 19 novembre, essa è stata indetta nel 1999 ed è riconosciuta dall’Onu, in Italia lo è ufficialmente dal 2013 ma quasi nessuno lo sa. Nel nostro Paese anche quest’anno è passata completamente ignorata come se i problemi delle persone di sesso maschile non esistessero. Le cronache ne danno poco risalto, ma sono tanti gli uomini vittime di violenze, maschicidi, discriminazione di genere, ma le loro sofferenze non fanno notizia in pratica l’argomento è tabù, manco fosse formalmente vietato parlarne. L’equità di genere farebbe bene alle persone di entrambi i sessi, ma si tende a divulgare solamente i modelli maschili negativi infondendo nella società uno stereotipo basato su presupposti ingiusti, come se gli uomini che fanno cose buone fossero una rarità, anche le persone di sesso maschile danno un apporto positivo alla società. Stando ai dati Istat nei paesi dell’Unione Europea (dati 2019) gli uomini hanno speranza di vita più bassa delle donne, 78,5 anni per i maschi e 84 per le donne e secondo l’Istat, in Italia il 78% delle persone suicidate sono uomini, “solo” il 22% donne, tantissimi sono i padri separati ai quali viene semplicemente vietato di vedere i loro figli perché la legislazione (e la giurisprudenza) è palesemente discriminatoria verso il genitore di sesso maschile.
Salvatore Pizzo



