Donna pretende alimenti da ex disoccupato, per lui il pm chiede 14 mesi: assolto

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Donna pretende alimenti da ex disoccupato, per lui il pm chiede 14 mesi: assolto

Quando gli uomini separati perdono il lavoro per loro non c’è nessuna tutela sociale, secondo la legislazione e la giurisprudenza tutta estremizzata al femminile dovrebbero versare danari alle ex mogli e alle ex compagne pur essendo disoccupati: un’illogicità che si traduce nell’accusa di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”, delitto così denominato e sanzionato dal codice penale che non prevede eccezioni per quei padri che semplicemente non se lo possono permettere in quanto poveri. L’art. 570 del codice penale prevede una multa che può arrivare a 1032 euro, un ossimoro evidente trattandosi di persone che non hanno soldi, oppurec’è la reclusione fino a 1 anno. Lo scorso 7 luglio il Tribunale di Piacenza si è espresso in controtendenza aprendo uno spiraglio che infrange questo paradigma vessatorio: è stato assolto un uomo di 40 anni che non riusciva a versare soldi alla sua ex, la donna pretendeva i quattrini nonostante il malcapitato fosse rimasto senza lavoro, l’accusa per lui aveva chiesto addirittura un condanna maggiore della pena edittale, a 1 anno e 2 mesi. L’uomo, assistito dall’avvocato Emanuele Montani, durante il dibattimento ha riferito che quando se lo poteva permettere aveva regalato anche dei telefoni ai figli per cercare di rimanere in contatto con loro, lamentando di non aver mai ricevuto risposte forse perché plasmati dalla madre, quando lo incontravano per strada erano arrivatipersinoa girarsi dall’altra parte pur di non salutarlo. Ladonna, che nel frattempo si era messa con un altro uomo, ha trascinato lo stesso in tribunale il padre dei suoi figli, non si accontentava del fatto che nei momenti in cui aveva lavorogli venivano versati “gli assegni dovuti” che molte donne desiderano da ex mariti e ex conviventi. Nessuno risarcirà quel padre di quanto ha dovuto subire: l’essere rifiutato dai propri figli e finire sul banco degli imputati.

Salvatore Pizzo

 

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