Il 2 Ottobre, giorno nel quale la Chiesa celebra gli Angeli Custodi, in Italia ricorre la Festa dei nonni, evento introdotto con la Legge 159 del 31 luglio 2005, quale momento dedicato all’importante ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale. In Italia, secondo le ultime valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini; le donne più degli uomini, 37,5% contro 28,4%.
Korian, attraverso le proprie strutture presenti su tutto il territorio nazionale, celebra questa giornata con una serie di iniziative volte alla costruzione di un dialogo tra due generazioni: gli alunni delle scuole e gli anziani ospiti delle Residenze del gruppo. Lo fa attraverso un’attività ludico creativa ispirata a cibo e nutrimento. L’idea di partenza del progetto è certamente ispirata all’evento più significativo dell’anno organizzato in Italia, ossia EXPO 2015 – “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, in questo caso declinato in “Nutrire il futuro. Energia per il Presente”. Il cibo diventa punto d’incontro tra anziani e bambini e mette in contatto, attraverso il divertimento, chi custodisce le tradizioni, in questo caso culinarie, e chi deve ancora scoprire e approfondire l’importanza del nutrimento. Nutrimento che non si limita dunque al solo senso fisico ma soprattutto mentale. Momento di incontro che arricchisce i più giovani e dà importanza e valore agli anziani.
Il momento di incontro con i più giovani sarà preceduto da una serie di visite che gli ospiti delle RSA Korian in Italia faranno ai padiglioni di Expo 2015
Un fatto nuovo è che oggi, a parità di età, nonne e nonni sembrano meno vecchi di una volta. Sono maggiormente abituati ai cambiamenti, curano il corpo, l’abbigliamento e continuano a condurre una vita dinamica. Guidano l’automobile, salgono su treni e aerei, usano il telefonino, inviano e-mail e soprattutto, si considerano degli adulti maturi. Secondo una ricerca del Censis sullo stile di vita, gli ultrasessantenni italiani pongono ai primi due posti una vita attiva (51%) e mantenere rapporti con i giovani e i nipoti (46,1%); tenere allenata la mente (45,8 %), avere una fede religiosa (27,6%), essere autonomi (27,5%), essere aperti alle relazioni con gli altri (22,2 %). Questi cambiamenti nella percezione di sé e nell’immagine sociale dell’anziano fanno sì che anche i rapporti con i nipoti siano diversi, improntati a minore austerità e maggiore dinamismo.
Un’altra novità è che se fino a poco tempo fa era quasi esclusivamente la nonna ad occuparsi dei nipoti, affiancando la madre nelle cure quotidiane, oggi che anche i nonni sono coinvolti
nella loro cura. Sono cambiati i nonni, molto diversi da quelli di ieri, ma sono cambiati anche anche figli e nipoti. Le mamme casalinghe sono poche e in molte famiglie entrambi i genitori lavorano fuori casa mattino e pomeriggio, con la conseguenza che i figli hanno bisogno, dopo la scuola, di essere accuditi e seguiti da altri adulti. Se poi i genitori sono separati, i nonni rappresentano la continuità familiare per i nipoti e possono diventare punti di riferimento importanti nei momenti più critici.
La funzione dei nonni, però, non si esaurisce certo nel tappare le falle o nell’intervenire nei momenti difficili. La presenza di un nonno o di una nonna nella vita di un nipote ha già di per sé l’effetto di allargare i confini della famiglia nucleare. Gli anziani ringiovaniscono a contatto con i giovani. I giovani dispongono di un maggior numero di modelli di riferimento affidabili e realistici. E quando nell’adolescenza i rapporti con i genitori si fanno burrascosi, è attraverso i nonni che un nipote può ritrovare a volte quell’ancoraggio di cui, nonostante tutto, sente ancora il bisogno.
Nella realtà i nonni sono assai meno stereotipati e convenzionali di come in genere vengono rappresentati. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei nipoti. La memoria può indebolirsi, i movimenti rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l’esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Si può essere buoni nonni anche a distanza e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail. Il fattore critico è il clima che si crea con i propri familiari: i nipoti e i loro genitori.
Alcuni Comuni hanno inventato una nuova figura: quella del nonno e della nonna della comunità. Anziani in buona salute, con molto tempo libero, senza nipoti o con nipoti ormai grandi, si mettono a disposizione, nella loro città o quartiere, per doposcuola, accompagnamenti, attività del tempo libero e così via. Un ruolo che può essere svolto in maniera del tutto informale anche da vicini di casa, nell’ambito dello stesso palazzo o caseggiato, come avveniva più di frequente un tempo. Diventare nonno o nonna della comunità può dare un senso alle proprie giornate e molte soddisfazioni.
Inutile ricordare che il contatto con le nuove generazioni aiuta a vivere meglio: obbliga ad aggiornarsi, a tenere in allenamento la mente, consente di coltivare nuovi e diversi legami affettivi.
La giornata di incontro è gratuita e aperta a tutti.
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