Con la chirurgia mininvasiva l’alluce valgo non è più un problema

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Con la chirurgia mininvasiva l’alluce valgo non è più un problema

Langerame Vincenzo

Lugo, 13 novembre 2014 – L’alluce valgo, una deformità evidente del piede caratterizzata dalla deviazione della falange verso l’esterno, spesso causa dolori e difficoltà ad indossare le scarpe.E’ un problema molto comune soprattutto nelle donne oltre i 45 anni, se vi sono casi di ereditarietà o se si utilizzano scarpe con tacco alto e punta stretta.

L’alluce valgo si associa spesso al piede piatto: la ridotta curvatura della pianta porta a sovraccaricare la parte anteriore del piede e può causare, oltre a lesioni cutanee, anche deformazioni al secondo e terzo dito definiti a martello. Si possono generare anche conseguenze come lesioni osteoarticolari all’avampiede e persino ripercussioni gravi su ginocchia, anche e colonna vertebrale.

La chirurgia è l’unico modo per risolvere questo problema e permette di agire sulle cause ripristinando al tempo stesso l’estetica del piede; anche in questo campo grazie ai progressi della medicina è ora disponibile una nuova tecnica minimamente invasiva.
Prima dell’intervento è necessaria una precisa valutazione clinico-radiologica del piede in scarico e sottocarico, stabilendo l’ampiezza della deviazione ossea e tenendo conto di altri fattori come l’età e l’attività motoria abituale.

“Questa tecnica innovativa non lascia cicatrici in quando prevede di effettuare soltanto due o tre mini incisioni attraverso le quali si svolgono le varie fasi dell’intervento. Sotto controllo radiografico vengono poi eseguiti in maniera precisa i gesti correttivi della deformità – spiega il Dottor Vincenzo Langerame, specialista in ortopedia presso San Pier Damiano Hospital di Faenza e G.B. Mangioni Hospital di Lecco – La cura dell’alluce valgo tramite questo nuovo metodo permette di camminare subito dopo l’intervento grazie ad un’apposita scarpa e ad un bendaggio particolare che contribuisce a mantenere il corretto posizionamento dell’alluce.
Con lo stesso principio è possibile correggere il dito a martello e la metatarsalgia da sovraccarico” conclude il Dott. Langerame.

Riassumendo, poiché meno invasiva rispetto alle tradizionali procedure chirurgiche, questo tipo di tecnica comporta una serie di vantaggi importanti che fanno certamente la differenza: nessuna cicatrice chirurgica, trauma e dolore ridotti, tempo di degenza più breve e recupero più rapido.
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