Un nuovo format di rigenerazione urbana “a bassa densità edilizia ma con un’alta densità relazionale” nelle parole del suo progettista Joseph di Pasquale. L’architetto lo definisce come un “campus urbano di prossimità” basato sull’idea che la rigenerazione urbana sia innanzitutto la rigenerazione del tessuto sociale e delle relazioni umane, un luogo fisico dove sia veramente possibile un incontro fisico ma anche empatico. Il ruolo dell’architettura è quello appunto di “fare spazio” affinché le persone possano liberamente “dare luogo” e condividere i loro desideri e i loro valori. La libertà di cittadinanza è quindi il valore fondamentale che Joseph Di Pasquale ha sviluppato in questo progetto. Le forme curve degli archi invitano ma non forzano la psicologia morfologica dello spazio pubblico e l’esperienza fisica di questi luoghi. “In questo progetto l’arco è stato riletto non solo dal punto di vista formale ma anche tecnologico; l’idea di un’architettura tattile ed avvolgente ha definito una determinata morfologia degli archi che a sua volta è stata resa possibile da una evoluzione della sua tecnologia costruttiva” – spiega Joseph di Pasquale. L’Arena multifunzionale, i negozi, i servizi, la SPA il centro medico sportivo, la palestra panoramica sono le funzioni principali di Chorus Life a cui si aggiungono 100 alloggi che promuovono una nuova idea di casa, una proposta di servizi abitativi in abbonamento che comprendono anche energia, manutenzione, contenuti di intrattenimento e alimentari, e l’accesso a tutti i servizi presenti nel complesso. Il disegno urbano adottato dispone le funzioni lungo il perimetro del comparto, costruendo in modo compatto le cortine edilizie verso la città storica tradizionale, ma rivelando all’interno un carattere fortemente innovativo, uno spazio urbano fluido totalmente pedonale che evita qualsiasi barriera fisica e psicologica all’incontro e allo scambio sociale e all’accesso alle funzioni e ai servizi di Choruslife. La fine dei lavori è prevista per i primi mesi del 2024. Il tema centrale di tutto il progetto è la piazza, in quanto luogo catalizzatore di tutte le attività del distretto. La forma adottata per disegnare questi luoghi corrisponde a quella che in geometria è definita come una “superficie rigata”; questo tipo di superficie ha consentito di evolvere la geometria dell’arco classico sviluppandola liberamente nello spazio ma allo stesso tempo consentendo di “svilupparne” la forma su una superficie piana per poterne controllare sia l’architettura che il funzionamento strutturale. Un altro elemento di fondamentale importanza per la riuscita del progetto è la texture, componete capace di cambiare completamente la percezione sensoriale di una struttura; l’utilizzo del cemento armato lavorato con particolari trattamenti e con un processo di coloritura crea una superficie porosa, molto piacevole e sensuale alla vista e al tatto, che ha aumenta il tratto avvolgente di tutta la struttura. Ma è l’Arena il vero “personaggio vivo” dell’intero complesso con la sua “facciata dinamica”. L’architetto Di Pasquale la definisce così: “La facciata dell’arena è una membrana viva, che vibra, e che riproduce il leggero oscillare delle foglie di un bosco mosse dalla brezza”. Questo è reso possibile da migliaia di tesserine di alluminio in grado di oscillare grazie ad un sistema di fissaggio brevettato, ideato e disegnato dall’architetto Di Pasquale. La particolare forma dei perni di fissaggio e delle asole di ancoraggio è stato il frutto di un lungo lavoro di prototipazione iniziato molti anni fa e portato avanti nello studio dell’architetto anche grazie alla stampa 3D. il sistema elaborato consente alle tessere un’escurisone oscillante “controllata”, silenziosa e in grado di attivarsi anche con leggerissimi spostamenti d’aria. La particolare finitura riflettente delle tesserine e la loro micro-foratura sono in grado di smorzare i raggi Uva, nonché di contribuire positivamente al bilancio energetico riducendo l’irraggiamento solare. La facciata combina tecnologia, architettura e arte riprendendo il filone della scultura dinamica originata da un altro grande architetto-artista del Novecento: Bruno Munari che ha ispirato generazioni di architetti ma soprattutto di artisti in tutto il mondo nella volontà di inserire il “movimento” nelle loro opere. La facciata quindi non si riduce alla semplice applicazione di una invenzione tecnica ma viene elaborata in funzione artistica e con una precisa volontà di disegno architettonico: un taglio orizzontale divide la facciata in due porzioni che si rapportano con lo spazio vuoto che la stacca dal livello della piazza in una progressione armonica basata sulla sezione aurea. La finitura delle tesserine di alluminio è alternata opaca e a specchio secondo uno schema che riproduce la geometria della superficie rigata e riporta la “forma libera” della facciata al rigore dell’intero complesso architettonico. La cui differente reazione alla luce delle “righe” di tesserine combinata al loro movimento genera effetti dinamici “pixelati” e genera un inedito “apparato decorativo” che richiama quasi l’arte elettronica. La facciata è stata testata nella galleria del vento del Politecnico di Milano e ha superato tutti i test di sollecitazione e di sforzo. Anche lo spazio interno è dinamico e consente all’arena di trasformarsi per accogliere diverse tipologie di eventi e di spettacoli grazie ad un sistema di tribune telescopiche a totale scomparsa che consentono di passare da un massimo di 6.500 posti a sedere, ad un minimo di 1.000, fino a liberare completamente tutti i 3.000 mq di parterre di forma perfettamente rettangolare, completamente reversibili e utilizzabili a livello strada, con possibilità di ingresso e uscita diretta dei TIR. “Ritengo che questa facciata e il sistema di trasformabilità interna rendano l’edificio un essere “vivente”, che si adatta e si modifica nel tempo. Per questo l’edificio è un “personaggio” esso stesso della rappresentazione urbana, la cui facciata costituirà un elemento di forte attrazione per i cittadini, ma anche per i turisti, che verranno a Bergamo anche per visitare l’edificio che “respira”! E nelle giornate ventose e di brutto tempo sarà un vero spettacolo assolutamente da non perdere” conclude Joseph di Pasquale.



