Centinaia di magistrati senza difesa personale ed esposti ai pericoli

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Centinaia di magistrati senza difesa personale ed esposti ai pericoli

Il Consiglio Direttivo della Federmot ha proclamato l’astensione dei Vice Procuratori Onorari (Vpo) e dei Giudici Onorari di Tribunale (Got) in servizio rispettivamente presso le Procure e presso i Tribunali ordinari della Repubblica nei cinque giorni compresi da lunedì 29 gennaio a venerdì 2 febbraio 2018. L’astensione è determinata dalla pervicace irremovibilità del Governo, che continua a portare avanti il proprio programma di smantellamento della magistratura onoraria, disconoscendone il ruolo di indispensabile supporto alla magistratura di ruolo e di unica possibile risorsa per il rilancio effettivo della giurisdizione. L’anno 2018 è iniziato con la ferale notizia del diniego opposto dalla Cassazione alla richiesta delle ordinarie tutele assistenziali e assicurative invocate da un giudice che aveva contratto la tubercolosi durante una convalida di espulsione, motivato sulla sola base della sua appartenenza alla magistratura onoraria. Il Ministero della Giustizia, parimenti, facendo propri i teoremi sottesi a certa giurisprudenza nazionale, del tutto disancorata da quella sovranazionale in tema di divieto di discriminazione, si è prodigato in uno sbalorditivo ritiro delle tessere identificative detenute da oltre venti anni dai magistrati onorari, le quali li abilitano, al pari dei magistrati di ruolo esposti ai medesimi rischi di incolumità personale, al porto di arma per difesa personale. Da oggi, pertanto, chiunque potrà infettare un magistrato onorario senza che a questi sia riconosciuta una tutela assicurativa o sparargli e fare fuoco contro la sua persona, confidando che non disponga di quell’arma da difesa personale il cui porto viene assicurato ai soli magistrati di ruolo. La cieca caparbietà con cui questo Governo ha sposato un modello di magistratura onoraria part-time, respingendo al mittente ogni tentativo di trasformare il “caporalato di Stato” in un rapporto disciplinato secondo regole coerenti col diritto costituzionale e sovranazionale, impone una netta e rinnovata presa di posizione della categoria, anche a tutela e supporto di quei colleghi che, per svolgere le funzioni giurisdizionali, hanno messo a rischio la salute, la famiglia, hanno rinunciato ad altre prospettive di lavoro. Sono solo le ciliegine sulla torta, ossia l’ennesima appendice a un programma di controriforma della categoria umiliante e irrazionale, che ne relega le professionalità acquisite in decenni di lavoro nell’alveo di una funzione servile, a vocazione meramente ancillare, imbrigliandone l’utilizzo in una fitta trama di vincoli irrazionali, sino al punto di rendere la magistratura onoraria sostanzialmente inutile e negando al cittadino un’ordinata erogazione del servizio “giustizia”. I magistrati onorari ricorrono quindi all’unico strumento di protesta legittimo nella loro disponibilità, l’astensione dalle udienze e dalle altre attività di istituto, nell’auspicio che il segnale di responsabilità che con tale iniziativa lanciano, non lasci inerti le istituzioni politiche ancora per poco in carica e la magistratura di ruolo, i cui organi associativi hanno invero assunto la responsabilità di plaudire a questa riforma di facciata, che la propaganda governativa declama come efficientistica, ma che di fatto deprime fortemente le spinte riformiste del Paese, riversando sui magistrati di ruolo nuovi adempimenti e costringendoli a servirsi di magistrati onorari part-time, ossia distratti dallo svolgimento, di fatto obbligatorio, di altre occupazioni lavorative o reddituali. Per questi motivi la Federmot chiede al Governo, nei limiti consentiti dai ridotti spazi di intervento della legislatura ormai al termine, di adeguare la riforma ai principi UE, garantendo la permanenza nelle funzioni con retribuzione adeguata, ossia tale da garantire rispetto della dignità delle funzioni esercitate, un trattamento previdenziale corrispondente e l’adeguamento alle raccomandazioni n. 9/3672/8 a firma dei Deputati Tartaglione, Giuseppe Guerini e Greco e n. 9/3672/17 a firma dei deputati Molteni, Guidesi e Invernizzi approvate nella seduta n. 615 di giovedì 28 aprile 2016, alle quali il medesimo Sottosegretario di Stato, MIGLIORE, aveva fornito parere favorevole a nome del Governo.

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