‘Bursôn’, il nettare di Romagna

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‘Bursôn’, il nettare di Romagna

bagnacavallo burson

 

Quando si parla dei vini di Romagna non si può non pensare al ‘Bursôn’ un nettare prodotto da questa fertile terra, in particolare nella Bassa Ravennate. Il ‘Bursôn’ si ricava dall’Uva Longanesi che prende il nome dall’intuzione che ebbe nel 1930 Antonio Longanesi (il cui soprannome era appunto ‘Bursôn’ ) il quale era un amante della natura e della sua terra, mente si trovava in un suo podere a Boncellino nei pressi di Bagnaavallo, osservando un vite che si arrampicava su una quercia, scoprì che se ne ricavava un bel vino rosso, molto forte e buono per accompagnare le carni e i formaggi stagionati, ha una gradazione di 14 gradi. Longanesi cominciò a coltivarla per un uso “domestico”, in realtà aveva scoperto un residuo di uva Bursona che alla fine dell’800 si estinse quasi totalmente, flagellata dalla fillossera un insetto che aggredisce mortalmente le viti. L’evoluzione moderna del “Bursôn” ai nipoti di Longanesi, Antonio e Pietro, che con caparbietà hanno iniziato a coltivare con metodi sempre più moderni. Una scommessa che sta portando lontano e che sta premiando la qualità di questo vitigno autoctono: dopo la nascita del Consorzio ‘Il Bagnacavallo’ avvenuta nel 1999, il “Bursôn” sta iniziando ad insidiare i vini “griffati” anche sui mercati esteri. La zona in cui questo particolare vino viene prodotto è quella di Bagnacavallo e dintorni, ma anche a Faenza fino al limite della via Emilia . Le tecniche di vinificazione vanno sempre di più migliorando i tipi di “Bursôn”, sono il Burson Etichetta Blu e il Burson Etichetta Nera.
Salvatore Pizzo
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