
Un direttore di banca che si sarebbe presentato davanti ad un notaio per una procura speciale relativa ad un mutuo da 140mila euro, con lui c’era una donna presentata, secondo le accuse, come la moglie ma in realtà quella sarebbe stata l’amante. Il notaio, però secondi gli inquirenti, avrebbe autenticanto la firma falsa della donna spacciata come moglie. Per questo il notaio P.V. è stato condannato a 2 anni per falsità ideologica: il giudice ha concesso la sospensione della pena, condizionando il beneficio al pagamento entro 60 giorni 180mila euro di provvisionale alla vera moglie dell’ormai ex direttore di banca e altri 30mila all’istituto bancario.
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