Crack Eutelia, carte dalla Svizzera

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Crack Eutelia, carte dalla Svizzera

giustizia

Nel corso del processo relativo al crack di Eutelia, una società di telecomunicazioni il cui default ha polverizzato circa 100milioni di euro, che si sta svolgendo nel Tribunale di Arezzo, è emerso l’esito di una rogatoria internazionale tra Italia e Svizzera che ha confermato quanto già sostenevano gli inquirenti della Guardia di Finanza durante le indagini, molti dei capitali della società sarebbero transitati su conti bancari aperti Canton Ticino attraverso triangolazioni con altre nazioni, in primis Bulgaria, Gran Bretagna e Romania. In particolare dalle carte spedite dalla Svizzera ad Arezzo, su richiesta del Procuratore Capo Roberto Rossi, si apprende che la maggiore quantità di soldi sarebbe passata da istituti di credito con sede a Chiasso. La quasi totalità degli imputati appartiene alla famiglia Landi, che di fatto amministra la società. I principali indagati sono: Angiolo Landi, presidente onorario, con lui anche suo figlio Alessandro e l’ex amministratore delegato Samuele Landi. In tutti i conti rintracciati in territorio svizzero sarebbero sei. L’indagine è nata dopo una serie di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza nelle sedi italiane di Eutelia. I dettagli di questa attività saranno più chiari nel corso della prossima udienza che è prevista per il 5 febbraio.

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