I legami svizzeri di Cosa Nostra

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I legami svizzeri di Cosa Nostra

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Vito Roberto Palazzolo, manager che per anni ha operato in Canton Ticino, coinvolto in varie indagini di mafia ed attualmente detenuto in Italia, il quale ha sempre rifiutato l’etichetta di affiliato all’organizzazione criminale e che dopo il suo atteggiamento “dialogante” con gli inquirenti ha respinto al mittente anche la definizione di”pentito”, nei giorni scorsi deponendo come testimone in un processo che si sta svolgendo Palermo, ha rivelato alcune circostanze relative anche alla sua permanenza in Canton Ticino che risale agli anni 80′. Nel 1985, la Corte delle Assise criminali del Canton Ticino lo dichiarò colpevole di finanziamento di un traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra la Svizzera e gli Stati Uniti, che sarebbe avvenuto dall’ottobre 1982 al marzo 1983 e lo condannò a tre anni di reclusione. Dopo una complessa serie di appelli, revisioni e nuovi processi, la pena iniziale, successivamente aumentata a tre anni e nove mesi di reclusione, divenne definitiva con sentenza del Tribunale federale del 3 maggio 1994, finì di espiare la pena detentiva in Svizzera il 1° ottobre 1989. Palazzolo ai magistrati del Tribunale di Palermo ha ammesso che durante la sua permanenza ticinese ha avuto contatti con i vertici di Cosa Nostra, ciò anche in relazione al suo ruolo di rappresentante di una grossa multinazionale del tabacco e di presidente di una finanziaria che aveva sede a Chiasso, dove ha operato dal 1989 all’ottobre del 1999. Palazzolo dopo una lunga permanenza in Sudafrica era andato in Thailandia, da dove è stato estradato in Italia un anno fa.

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