Sesso con ragazze minori, 60enne arrestato. In carcere anche due donne e un uomo accusati di ricattarlo.

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Sesso con ragazze minori, 60enne arrestato. In carcere anche due donne e un uomo accusati di ricattarlo.

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Un 60enne trentino è stato arrestato con l’accusa di adescare ragazze minorenni, secondo gli inquirenti l’uomo faceva regali alle adolescenti: ricariche telefoniche, sigarette, pranzi e cene, ma anche smartphone e contanti fino a corrispondere 250 euro in cambio di prestazioni sessuali. Gli investigatori ritengono che l’arrestato portava le giovani, che ora hanno tra i 17 e i 19 anni, con alle spalle situazioni famigliari difficili, presso la propria abitazione o sul suo camper. In seguito a controlli più approfonditi, si è scoperto che l’uomo era anche vittima di tre estorsori, un uomo e due donne, individuati sempre dai Carabinieri di Riva del Garda (Trento).
Il comunicato ufficiale dei Carabinieri
Il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Riva del Garda, nelle prime ore di questa mattina, dopo un’accurata, delicata e riservata attività di indagine iniziata nel mese di ottobre 2013 ha proceduto dunque all’arresto del rivano responsabile di PROSTITUZIONE MINORILE (art.600 bis comma 2° c.p.) – con Ordinanza Cautelare degli Arresti Domiciliari.

Le notizie assunte dal Nucleo Operativo di Riva del Garda nell’autunno dello scorso anno hanno permesso di accertare l’assidua frequentazione dell’uomo con minorenni di Riva, Arco e Tenno con le quali si intratteneva sia in zone appartate di campagna sia presso la propria abitazione. Gli ininterrotti servizi di osservazione e pedinamento corroborati dai tabulati telefonici hanno permesso di identificare le vittime (8 ragazze classe 1993, 1994 e 1995) accertando l’assiduità di frequentazione.

Quindi su disposizione della Dott.ssa Rosalia AFFINITO, Sostituto Procuratore della Repubblica di Trento, si è proceduto alla escussione delle ragazze che hanno tutte confermato i fatti con coerenza espositiva, spontaneità ed assenza di secondi fini (coerenti e concordanti fra loro nella descrizione delle condotte dell’indagato, anche nei dettagli) e precisamente riferendo che dopo l’adescamento delle vittime il trentino si offriva di accompagnarle nei luoghi desiderati, facendo loro dei regali come ricariche telefoniche, sigarette, pranzi e cene per poi invitarle presso la propria abitazione ove compiva atti sessuali consistenti nel toccare il sedere, il seno, baciare sulla bocca o praticando giochi erotici e richieste di atti perversi. Con le ragazze più disponibili l’uomo offriva regali più costosi come telefoni cellulari smart phone o denaro contante dai 150 ai 250 euro.

Le giovani – facili prede – avevano tutte un comune denominatore: la provenienza da famiglie “difficili”. Tale condizione agevolava la mancanza di controlli da parte dei genitori e garantiva all’uomo di avere gioco facile nel tenere sotto scacco le proprie pedine.

Venivano inoltre tratti in arresto stamattina:

– KACI Sajmir 21enne albanese e Maria TERMINIELLO 21enne rivana, responsabili di ESTORSIONE nei confronti dell’uomo sopracitato (carcere per KACI, pregiudicato per reati specifici ed attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per analogo reato e arresti domiciliari per TERMINIELLO);

– si aggiunge ai responsabili di tale grave reato anche H.M., 22enne rivana denunciata a piede libero nell’ambito della medesima operazione.

Nel corso delle indagini rafforzate anche dagli accertamenti bancari è emersa un’attività estorsiva parallela al reato della prostituzione minorile posta in essere da KACI, TERMINIELLO e H.M. poiché gli stessi, minacciando l’anziano di consegnare alle Autorità un video in cui veniva ripreso il predetto mentre mostrava un film pornografico a ragazze minorenni, lo costringevano a farsi consegnare somme di denaro di importo non inferiore a 20.000 € (reato aggravato dal fatto di aver commesso il fatto in più persone riunite). Somma di denaro consegnata in parte in contanti ed in parte con bonifici bancari ed assegni a favore degli estorsori con la causale “RIMBORSO PRESTITO”, dicitura adottata dall’uomo al fine di celare la reale motivazione e per timore delle conseguenze penali.

Nel corso delle perquisizioni eseguite nel mese di luglio u.s. sono stati acquisiti sostanziali elementi probatori, nella fattispecie alcune ricevute di avvenuto versamento di denaro ed appunti relativi all’attività estorsiva. Il video che era stato registrato con un telefono cellulare non è stato recuperato. Nel corso dell’attività sono stati posti sotto sequestro i telefoni cellulari e computer degli indagati.

Le indagini sono state coordinate dalla Dott.ssa Rosalia AFFINITO della Procura di Trento poiché per legge – per reati inerenti la sfera sessuale cui sono vittime “fasce deboli” – è competente il PM presso il tribunale del Capoluogo del Distretto.

Compagnia Carabinieri di Riva del Garda, 1 settembre 2014
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