Una cosa è conoscere le lingue straniere e promuoverne l’ insegnamento, un’altra cosa è sostituirle in maniera sistematica all’uso dell’italiano persino tra connazionali. In molti sostengono l’iniziativa di alcuni settori universitari di tenere lezioni in lingua inglese e non in italiano, altri ritengono che i film non debbano essere più doppiati ma lasciati in lingua originale, al massimo sottotitolati.
Idea quest’ultima che è stata ribadita, di recente, da qualche commentatore in occasione di uno sciopero dei doppiatori. Se l’italiano non dovesse essere più parlato nelle Università, nè dalle televisioni italiane, sarebbe l’inizio della fine, l’avvio di una lenta eutanasia della nostra millenaria lingua. Promuovere l’uso dell’inglese è una comprensibile necessita economica, ma se una nazione al suo interno inizia a limitare l’uso della sua stessa lingua sarebbe l’inizio di una lenta eutanasia. L’italiano è già infetto da vocaboli stranieri, salviamolo!
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