Parma, poliziotto accusato di aver calciato “no vax”, fatti travisati: nulla la sospensione

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Parma, poliziotto accusato di aver calciato “no vax”, fatti travisati: nulla la sospensione

Il 27 ottobre del 2020in Piazza Garibaldi a Parma durante una manifestazione dei no vax, qualcuno con uno smartphone filmò e poi postò sui social il fermo di un dimostrante da parte di alcuni poliziotti,i lavoratori delle forze dell’ordine erano intervenuti dopo che erano stati lanciati alcuni petardi. La scena immortalata nel breve video suscitò un accanito dibattito che travalicò i confini locali, l’allungamento della gamba da parte di un agente sembrava essere un calcio al volto del giovane fermato, ma così non è. Il manifestante non ha mai denunciato il poliziotto, né ritenne di dover ricorrere alle cure del pronto soccorso, nonostante ciò il dibattito scatenatosi indusse i competenti organi interni ad avviare un procedimento disciplinare contro l’uomo, un assistente capo con 30 anni di servizio alle spalle. Alla fine il Ministero dell’Interno decise di sospenderlo per 4 mesi, un’onta che l’uomo non ha accettato rivolgendosi al Tar che ha annullato la decisione, scrivono i magistrati amministrativi:

La ricostruzione della dinamica dell’evento come “calcio al volto” non si evince dal filmato ed è frutto di una istruttoria insufficiente e/o incompleta, in cui la Pubblica Amministrazione si è limitata soltanto a valutare i fatti così come riportati dai giornali online” e tale circostanza risulta di primaria importanza in quanto “è altresì evidente che rivolgere un colpo durante una operazione di bloccaggio al volto, parte del corpo delicatissima, piuttosto che alla spalla/fianco (parte notoriamente resistente) ha senz’altro una valenza morale diversa; così come devono essere valutati diversamente anche ai fini dell’irrogazione di una sanzione, gli effetti di un colpo, seppure tenue, rivolto al volto piuttosto che alla spalla o al fianco.”.

La difesa del poliziotto( avvocatoCarmela Saitta) ha fatto notare al collegio giudicante anche che:

Non è stato valutato che il gesto non ha arrecato danni al ragazzo, che nella successiva fase di controllo ha manifestato senso di collaborazione e non si è mai lamentato” .

La sentenza è stata emessa dal collegio giudicante composto dai magistrati:Germana Panzironi (Presidente), Carlo Buonauro (Consigliere) e Massimo Baraldi (Referendario, Estensore).

 

Salvatore Pizzo

 

 

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