Ermanno Macchitella, portavoce del Movimento 5 Stelle di Gorizia e consigliere comunale del capoluogo isontino, dopo le recenti iniziative della giunta comunale ha commentato alcuni aspetti inerenti le politiche universitarie adottate in questi anni. Macchitella mette in luce molte criticità, tra esse il calo degli studenti e la mancanza di attrattività per i giovani.
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Ritiene utile per Gorizia la nuova destinazione universitaria che verrà data all’edificio dell’ex cinema teatro Stella Matutina?
Assolutamente si. Mi sembra logico. Il teatro della Stella Matutina è in uno stato deprimente da molti anni e questa iniziativa potrebbe essere la soluzione al problema.
Verranno usati fondi, 1 milione e 250 mila euro, che il Ministero dei per i beni e le attività culturali aveva stanziato per il restauro e la messa in sicurezza del vecchio cinema. L’area sarebbe dovuta diventare una cittadella universitaria,un progetto rimasto solo sulla carta a causa della mancanza di fondi,visto il mancato obiettivo si può parlare di inefficacia della politica locale?
La seconda domanda non è chiara perchè non si capisce se i fondi ci saranno oppure no. Se le cose non vanno per il verso migliore è comunque un fallimento della politica locale.
La decisione attuale è il risultato della collaborazione tra più Istituzioni pubbliche: Università di Udine, Soprintendenza ai beni culturali e Comune, quali limiti l’ente locale in questi anni ha avuto nel perseguire lo sviluppo universitario a Gorizia?
Abbiamo ben presente quali sono, secondo noi del Movimento5stelle, i limiti dell’attuale assessore all’ Università che ha dimostrato poca volontà di agire, l’unica decisione che ha preso assieme alla sua giunta, ovvero l’abolizione del Consorzio Universitario di Gorizia, per fortuna è stato bloccato grazie soprattutto ai voti negativi della sua stessa maggioranza. Inoltre, ricordiamo che non sono mai state programmate e attuate delle commissioni comunali e non è mai stato scelto il coordinatore della commissione stessa.
Spesso il tema dello sviluppo universitario è anche un’occasione di visibilità per qualche elemento della politica locale, almeno in questo caso ciò pare non sia avvenuto, questo dato può essere percepito come un primo timido segno di discontinuità, una sorta di ravvedimento?
Se effettivamente questi fondi regionali verranno utilizzati per la nuova destinazione possiamo vederlo come un primo tardivo e timido segnale di discontinuità col passato. Però mi consenta a dire che non si possono far trascorrere 5 anni senza prendere una qualsiasi decisione per sviluppare il polo universitario.
Le politiche future dello sviluppo universitario a Gorizia secondo lei come dovranno essere impostate, qual è la sua idea?
Dato l’idea dell’attuale giunta, espressa sia nel programma elettorale sia nel Documento Unico di Programmazione, dello sviluppo di un polo aeronautico all’aeroporto Duca D’Aosta di Gorizia, si potevano ad esempio programmare dei corsi specifici al proposito, magari in collaborazione con l’istituto Malignani. Erano da sviluppare anche corsi con altre tipologie legate allo sviluppo del territorio come ad esempio enologia, turismo enogastronomico, o riattivazione presso l’ospedale civile di Gorizia di un corso universitario di laurea per infermieri specializzati, come era un tempo il convitto poi messo al bando per volontà politiche di un tempo. Corso utilissimo visto anche i bisogni che questa pandemia ci ha svelato.
Abbiamo visto invece un numero sempre più ridotto di iscrizioni ai corsi anche per i mancati servizi forniti agli studenti, quale l’annoso problema della mensa. Tema che è sempre stato sollecitato dal M5S più volte con interrogazioni. E’ vero che da pochi giorni è attiva una mensa (dopo un decennio che gli studenti si son dovuti arrangiare con costi e disagi), ma è stata improntata per una disponibilità massima di 50 posti. Il servizio mensa è stato istituito in una aula di via Alviano, da lunedi al venerdì. Un’ora di servizio con pasti monoporzione da confermare entro il mattino! Con 100 posti dichiarati ma effettivi 50 su 1700 utenti. Insomma ci sembra una bella presa in giro. Inoltre i giovani non vogliono venire a Gorizia, perché ormai è risaputo che è una città che non offre nemmeno grosse possibilità di svago e divertimento. Quindi occorre pensare a nuovi stimoli e attrattività e a nuove idee.
Salvatore Pizzo



