Gorizia, si raccolga l’invito dell’Arcivescovo: europeizzare la vocazione universitaria

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Gorizia, si raccolga l’invito dell’Arcivescovo: europeizzare la vocazione universitaria

Non si potrebbe riprendere in termini europei la vocazione universitaria di Gorizia (con Nova Gorica), che stenta ancora a trovare una sua configurazione matura?”

E’ forte è chiaro l’interrogativo espresso dall’Arcivescovo di Gorizia Mons. Carlo Maria Roberto Redaelli nell’omelia pronunciata mercoledì in cattedrale in occasione della festa dei Santi patroni Ilario e Taziano, le parole del prelato costituiscono un vero e proprio invito a quanti aspirano a governare Gorizia nei prossimi anni, esse riportano un sentire comune che la politica locale dovrebbe fare proprio e non sottovalutare. Gorizia punto naturale di incontro di culture merita uno sviluppo universitario adeguato alla sua statura, esso dovrebbe essere proiettato agendo in un’ottica di internazionalizzazione. L’occasione unica e irripetibile di essere la Capitale Europea della cultura dovrebbe indurre i futuri amministratori ad affidare questi processi a menti slegate dalle dinamiche assai localistiche, proprie di un certo agire politico che oramai ha fatto il suo tempo, il Friuli tutto pullula di giovani brillanti ai quali affidarsi per porre in essere iniziative qualificate, volte a favorire sinergie con partner nazionali ed esteri. Serve un turn over al passo con i tempi, alla politica dovrebbe interessare se non vuole rinunciare ad una parte importante dell’elettorato, specie se certe sollecitazioni arrivano direttamente dal mondo cattolico.

Laerte di Acrisio

 

 

 

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