Dopo 5 anni si è concluso con tre assoluzioni ed una condanna il processo a quattro giovani, all’epoca dei fatti poco più che ventenni i quali nell’aprile del 2016 furono protagonisti di un singolare episodio avvenuto a bordo dell’autobus 14 che dalla stazione ferroviaria di Parma era partito alla volta del Campus universitario della cittadina emiliana. Durante il tragitto salirono a bordo i controllori e i quattro, due uomini e due donne, cercarono invano di lasciare il torpedone perchè erano senza biglietto. In tre rifiutarono di dare le generalità mente una delle due ragazze riferì, secondo l’accusa sostenuta dal Pm Lino Vicini, dei dati falsi. Gli animi diventarono concitati così l’autista dell’autobus tentò una sorta di mossa a sorpresa, deviò dal tragitto ed arrivò fino al vicino comando della Polizia Stradale di Parma, in Via Chiavari. I quattro, due senegalesi, una guineana ed un’italiana, furono denunciati dai poliziotti che nel frattempo sopraggiunsero: tutti sono finiti sotto processo con l’accusa di interruzione di pubblico servizio e una delle due giovani era accusata anche di aver fornito false generalità ad un pubblico ufficiale. Il giudice Gennaro Mastroberardino ha assolto tutti dal delitto di interruzione di pubblico servzio, come chiesto anche dall’accusa oltre che dai difensori Paolo Furlotti, Antonella Pasquarella e Cosimo Martini, in quanto la decisione di fermare l’autobus non fu determinata da una loro volontà, mentre la ragazza che ha dato false generalità per questa specifica contestazione ha avuto 7 mesi, per lei il Pm ne aveva chiesti 8.

Parma, autobus deviato per identificare 4 “portoghesi”: assolti
Sal. Pi.



