Bedonia/scuola: occasione per riflettere su chi detta la linea nel Parmense

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Bedonia/scuola: occasione per riflettere su chi detta la linea nel Parmense

Gli esponenti parmensi del Pd stanno pubblicizzando il recente cambiamento normativo che, dal prossimo settembre, avrà come effetto la cooptazione di un dirigente scolastico titolare da destinare all’Istituto Comprensivo di Bedonia, dal punto di vista della comunicazione politica è comprensibile che localmente un partito cerchi di apparire bene agli elettori pubblicizzando quello che ritiene dal suo punto di vista un risultato, ci mancherebbe. 

La vicenda di Bedonia che il Pd sta divulgando è l’occasione  per   riflettere sul ruolo e il prestigio dei dirigenti politici di Parma.
Il settore scolastico parmense impegna circa 7 mila operatori che sono cittadini elettori, esso è il comparto pubblico che sul territorio coinvolge più persone, quindi i referenti locali di un partito di governo, qualsiasi esso sia, dovrebbero pretendere che le decisioni locali di politica scolastica siano concertate tra i corpi rappresentativi: per i cittadini/utenti le segreterie provinciali dei partiti di maggioranza governativa, per il personale scolastico, docente e non, le sei rappresentanze dei sindacati che per numero di voti sono per legge  rappresentative, tra esse c’è anche la Gilda. 
Le indicazioni provenienti da questa concertazione democratica devono essere tramutate in pratica dai tecnici, soggetti che vanno ridimensionati confinandoli al loro ruolo di esecutori delle volontà collettive. 
Purtroppo da molti anni i tecnici comandano con la pretesa che i corpi democraticamente rappresentativi facciano le mere comparse, talvolta qualcuno di costoro è molto ben voluto da CL, un’associazione rispettabile ma numericamente risicatissima.
Un esempio pratico dell’andazzo si ha ponendosi questa domanda: quale sarà il criterio adottato per scegliere il dipendente, appartenente all’organico dei dirigenti scolastici, che dovrà essere inviato a Bedonia? 
Probabilmente deciderà qualcuno, a suo modo, senza consultare il territorio.
Situazioni irrispettose le abbiamo viste anche in questi giorni di pandemia: ai tavoli decisionali parmensi, in materia di scuola, si accomodano tanti soggetti ma nessuno ha un mandato democratico. L’unica protesta di fronte a questa mancanza di rispetto per la democrazia l’abbiamo espressa noi della Gilda.
I politici di Parma vogliono dettare la linea nel loro territorio o farsela dettare?
 
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza
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