Scompenso cardiaco, insufficienza cardiaca o, anche, ‘malattia del cuore stanco’: tre definizioni per una patologia cardio-vascolare cronica che, in Emilia Romagna, interessa oltre 50.000 pazienti1 e che ha un’importante rilevanza clinica, specialmente in considerazione dell’elevata morbilità, della necessità di frequenti ospedalizzazioni e della mortalità che essa comporta.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche connesse allo scompenso cardiaco, ma soprattutto per creare sul territorio un’efficace rete di comunicazione fra pazienti e caregivers, anche con l’intento di fornire loro sostegno, informazione e tutela, è nata a Bologna, grazie all’impegno congiunto di pazienti e specialisti della salute del cuore, ICARO Associazione Regionale Emilia Romagna scompensati cardiaci. L’obiettivo è quello di promuovere una sempre più ampia informazione sullo scompenso cardiaco, volta a sviluppare le capacità di riconoscere tempestivamente questa patologia e i suoi campanelli d’allarme, per giungere ad una diagnosi sempre più precoce e, quindi, a intraprendere le cure corrette il prima possibile.
Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica e invalidante e ogni iniziativa intesa a promuovere l’informazione e accrescere la consapevolezza sulla patologia, garantendone la migliore prevenzione e cura, va certamente nella direzione di portare all’attenzione generale la gravità di una patologia ancora troppo sottovalutata. Come sottolinea il Dott. Eugenio Cosentino, Responsabile Ambulatorio Scompenso Cardiaco Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna e uno dei promotori dell’Associazione ICARO: «Nel corso della vita una persona su cinque è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco che, attualmente, anche in Emilia Romagna è la causa più comune di ricoveri in ospedale imprevisti per le persone sopra i 65 anni, nonché il principale motivo di riammissioni non pianificate. A livello nazionale, questa patologia interessa quasi il 2% della popolazione (circa 1 milione di persone), fa registrare 190.000 ospedalizzazioni ogni anno ed è la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari. La patologia, che non risparmia neanche i giovani, ha inoltre numeri decisamente in crescita, tanto si stima, entro il 2030, addirittura un raddoppio dei casi. Eppure, nonostante tali evidenze, lo scompenso cardiaco rimane una delle patologie cardiovascolari meno considerate, con tutti i rischi che questo comporta per i pazienti. Invece, proprio perché è una patologia ad elevata incidenza e prevalenza, essa necessita di essere trattata precocemente. Per questo, anche attraverso l’Associazione ICARO, vogliamo sottolineare che quanto più precoce è il riconoscimento del problema, tanto più risulta efficace la cura».
Lo scompenso cardiaco si verifica quando il cuore non riesce più a garantire il corretto apporto di sangue a tutti gli organi e la sua prevalenza cresce in maniera esponenziale con l’età: meno dell’1% sino a 60 anni e fino al 20% dopo gli 80 anni2. Motivo per cui lo scompenso cardiaco è stato definito come ‘sindrome cardio-geriatrica’ del XXI Secolo’. «Lo scompenso cardiaco è una patologia che spesso interessa pazienti gravi, fragili o anziani – continua il Dott. Cosentino – costretti a ripetuti ricoveri in ospedale perché i sintomi continuano a manifestarsi. Per questo motivo non vanno mai sottovalutati ‘segnali’ quali stanchezza, gonfiori atipici e la limitazione di movimento, spesso attribuiti all’età non più giovanile dei soggetti che le accusano, ma che, invece, possono essere sintomi di questa patologia cardiovascolare. Con il cuore non si deve scherzare o perdere del tempo prezioso per arrivare alla certezza di una diagnosi e, quindi, anche ad un percorso di cura ottimizzato per ogni singolo paziente. Per questo rivolgo un appello a tutti i pazienti: non smettete di venire nei nostri ambulatori per i controlli periodici, non c’è alcun rischio di contagio da COVID-19. Purtroppo, negli ultimi mesi registriamo una diminuzione delle presenze del 20%. Voglio anche ricordare che in Emilia Romagna abbiamo un modello di presa in carico del paziente cronico che è all’avanguardia in Italia e che si basa sull’approccio multidisciplinare e sul coinvolgimento anche dei medici di famiglia che, nella gestione quotidiana dello scompenso cardiaco, sono attori fondamentali, insieme a noi specialisti della salute del cuore. Accanto agli specialisti della cardiologia, della medicina interna e della geriatria, il medico di famiglia ha infatti un ruolo rilevante, sia per la prevenzione di malattie croniche e progressive, proprio come lo scompenso cardiaco, sia per l’aderenza alle terapie in corso».
Riconoscere tempestivamente i sintomi dello scompenso cardiaco, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute anche conoscere le opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita sono gli argomenti principali di cui l’Associazione Icaro si fa promotrice. «Come Associazione di riferimento dei pazienti scompensati in Emilia Romagna– conclude Eugenio Cosentino – vogliamo continuare ribadire a pazienti e caregiver il valore del ‘fattore tempo’ per la salute del cuore. Che vuol dire, in chiave preventiva, adottare abitudini di vita sane che permettano di prevenire i fattori di rischio cardiovascolare, quali sovrappeso, diabete, ipertensione e colesterolo alto. Inoltre, stili di vita sani e attivi sono raccomandati anche ai pazienti che hanno già avuto una diagnosi di scompenso, basti pensare all’importanza di un’attività fisica moderata ma costante e alla dieta iposodica. La collaborazione del partner, dei figli o di chi assiste il paziente (come una badante) è importante per gestire i cambiamenti e per non sottovalutare ‘campanelli d’allarme’ come un improvviso aumento ponderale che potrebbe essere spia di un pericoloso accumulo di liquidi. Per questo, condividere semplici attività, come fare una breve passeggiata ogni giorno, dosare il sale e controllare il peso regolarmente, possono aiutare nella gestione quotidiana della malattia, sempre sotto controllo medico. Naturalmente, oltre alla prevenzione, anche la diagnosi tempestiva della patologia, attraverso l’individuazione precoce dei fattori di rischio, quali come la malattia coronarica (infarto del miocardio), l’ipertensione arteriosa, ma anche diabete e iperattività della ghiandola tiroidea, permette di rallentare il decorso della patologia. Inoltre, grazie all’innovazione, noi specialisti oggi possiamo disporre di nuove terapie farmacologiche in grado di migliorare la sopravvivenza dei nostri pazienti. Rendendo lo scompenso non più solo una patologia dalla pessima prognosi, ma una condizione che, se precocemente diagnosticata e opportunamente trattata, può consentire di ritrovare una qualità di vita soddisfacente».
«Le associazioni di pazienti sono una realtà crescente e rappresentano un ulteriore interfaccia di supporto alla gestione delle patologie croniche, tra le quali lo scompenso cardiaco gioca un ruolo di primaria importanza in termini di rilevanza clinica e sociale – ha commentato il Prof. Claudio Borghi, Direttore dell’Unità di medicina interna del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna –. Infatti, oggi più che mai, la gestione clinica dei pazienti scompensati può essere utilmente coadiuvata dalla diffusione di una corretta informazione circa lo stile di vita e dallo scambio costante di informazioni circa la possibilità che pazienti e famiglie si sentano parte integrante di una comunità il cui impatto terapeutico si manifesta con un supporto reciproco. Scienza e pazienti hanno entrambi bisogno di certezze che vengono dai progressi della ricerca e dal rispetto dei principi di reciprocità e aggiornamento comprensibile sui quali la associazione ICARO basa ogni giorno la sua azione a fianco dei pazienti con scompenso cardiaco».
Per conoscere ICARO Associazione Regionale Emilia Romagna scompensati cardiaci e le sue attività: https://www.icarocuore.it/
Sono molteplici le campagne di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco, tra queste c’è “Ascolta il tuo Battito” iniziativa che ha lo scopo di aiutare le persone con lo scompenso cardiaco e i loro cari ad accrescere la loro conoscenza della patologia per meglio gestirla al fine di mantenere la qualità di vita. Per consigli su come gestire la propria condizione, video di approfondimento con gli specialisti della salute del cuore: https://www.facebook.com/AscoltailTuoBattitoITA
+++++++
1 Fonte: Epicentro ISS
2 Corrao et al., Burden of new hospitalization for heart failure: a population-based investigation from Italy. Eu. J Heart Failure (2014) 16, 729–736



