Noceto, annullato l’esproprio del pozzo “Centolance”

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Noceto, annullato l’esproprio del pozzo “Centolance”

Il Tribunale Amministrativo dell’Emilia Romagna ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale il Comune di Noceto, lo scorso gennaio, ha diposto l’acquisizione coattiva dell’area in cui è sito il pozzo “Centolance”, dando ragione alla proprietà del terreno difesa dall’avvocato Vittorio Anelli. Il Comune di Noceto è stato rappresentato dall’avvocato Roberto Ollari, mentre Ireti S.p.A., anch’essa coinvolta nella causa, è stata rappresentata dal legale Giancarlo Cantelli. 

Si sono costituiti in giudizio il Comune convenuto e la società controinteressata, che hanno chiesto il rigetto del ricorso, e, dopo l’adempimento di una integrazione di contraddittorio disposta dalla Sezione, la causa è stata discussa e definitivamente trattenuta in decisione alla pubblica udienza dell’11 febbraio 2020. Tra le varie eccezioni presentate dalle parti i giudici amministrativi hanno rigettato anche “l’eccezione di avvenuta usucapione a favore del Comune dell’area”. Nell’area oggetto del provvedimento impugnato è presente un pozzo denominato “Centolance”, unitamente ad una cabina di pompaggio, che riveste, secondo il Comune, importanza preminente per l’adduzione dell’acqua all’abitato di Noceto, in quanto circa il 50% del volume annuo dell’acqua potabile immessa nella rete acquedottistica comunale. Il progetto di perforazione di tale pozzo è stato approvato nel 1979, mentre l’individuazione dell’area è stata approvata dal Consiglio comunale nel lontano 1982, cui però è seguita l’occupazione di fatto dell’area stessa (con realizzazione del pozzo ultimata dal Comune di Noceto nel gennaio del 1984), senza l’adozione di un successivo decreto di esproprio, una situazione che il Tribunale ha ritenuto viziata sin dall’origine. Il collegio giudicante è stato composto dai magistrati Germana Panzironi (Presidente),  Marco Poppi (Consigliere) e Roberto Lombardi /Primo Referendario, Estensore)
 
 
 
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