Trieste, posto di ricercatore al Dipartimento di Fisica, Tar trasmette atti a Procura e Corte dei Conti

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Trieste, posto di ricercatore al Dipartimento di Fisica, Tar trasmette atti a Procura e Corte dei Conti

Ha superato il concorso per un posto da ricercatore nel Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste, ma per quattro volte si è dovuto rivolgere al Tribunale per vedere affermato il suo diritto. L’aspirante ricercatore tramite gli avvocati Mara Giuseppina Bottone e Alessandro Lipani ha citato l’ateneo friulano che questa volta non si è nemmeno costituito in giudizio, è significativo ciò che scrivono i magistrati nella sentenza: “Considerato che il ricorrente, noto a questo Tribunale per avere, suo malgrado, dovuto proporre già tre ricorsi a tutela delle proprie ragioni in relazione agli atti posti in essere dall’Università degli Studi di Trieste (o comunque ad essa riferibili) nel corso dello svolgimento della procedura per l’assunzione di un ricercatore a tempo determinato (Settore concorsuale 02/A2 – Fisica teorica delle interazioni fondamentali – Settore scientifico disciplinare FIS/02 – Fisica teorica e modelli matematici) presso il Dipartimento di Fisica, tutti definiti con sentenze a lui, in tutto o in parte, favorevoli si è rivolto per l’ennesima volta a questo Tribunale Amministrativo Regionale, invocando tutela della propria posizione giuridica, che assume ora lesa dall’attività provvedimentale posta in essere dall’Università nelle fasi conclusive della procedura di che trattasi. L’interessato “chiede, nello specifico, l’annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento di cui al verbale n. -OMISSIS- del 16.10.2019 del Consiglio del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste, con cui il Consiglio medesimo, con 3 (tre) voti favorevoli e 25 (venticinque) voti di astensione, si è espresso negativamente in ordine alla sua chiamata quale ricercatore a tempo determinato, nonché quello di cui al successivo verbale n. -OMISSIS- del 13.11.2019 di approvazione del verbale della precedente seduta, oltre al risarcimento dei danni asseritamente subiti a causa e per effetto dell’illegittimità provvedimentale denunciata”. Il Tar ha accolto il ricorso evidenziando che secondo lo Statuto dell’Università “gli astenuti vanno necessariamente computati nel calcolo del quorum funzionale e ciò in considerazione del fatto che risultano, comunque, presenti alla seduta”. Inoltre si legge “la deliberazione di non approvare la proposta di chiamata del ricorrente risulta, però, ictu oculi sfornita di qualsivoglia motivazione e non è in alcun modo possibile ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal Consiglio di Dipartimento per giungere alla decisione adottata, il che rende assolutamente indecifrabili le ragioni sottese alla determinazione assunta e ne appalesa, anzi, l’assoluta arbitrarietà” ed – ancora “Ritenuto che l’incomprensibile diniego di chiamata ora decretato nei confronti del ricorrente induce, conseguentemente, a dubitare dell’effettiva neutralità dei componenti del Consiglio di Dipartimento in ordine all’esito della selezione e soprattutto al nominativo del candidato da proporre per il posto da coprire e avvalora, anzi, la sussistenza dei profili di sviamento denunciati dal ricorrente”. Tanto che i giudici amministrativi hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Trieste affinchè venga verificato se sono stati commessi dei reati ed alla Corte dei Conti per verificare se sussitono danni erariali. Il collegio giudicante è stato composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi, (Consigliere, Estensore) e Nicola Bardino (Referendario).

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