Ha avuto uno strascico amministrativo l’incendio di una legnaia che all’alba del 28 gennaio del 2018 divampò in Via Toriecella a Pordenone: il Comune è stato condannato dal Tar dopo che una ditta intervenuta per i primi interventi urgenti si è vista negare gli atti dall’ente. A rivolgersi ai giudici amministrativi è toccato a Martin Ecologia e Servizi S.n.c. di Martin Luca, rappresentata dall’avvocato Laura Martin. Nel procedimento il Comune di Pordenone non si è costituito in giudizio, lo stesso ha fatto anche il proprietario della legnaia andata a fuoco. La ditta rivendicava il diritto di accesso agli atti relativi all’intervento di messa in sicurezza eseguito per scongiurare il pericolo di inquinamento da idrocarburi, che interessava alcune strade comunali, lamendando che “il Comune ha provveduto solo parzialmente”, segnalando come sussisterebbe l’opposizione del proprietario al rilascio della documentazione riguardante l’immobile di sua proprietà. Dalla sentenza si apprende che l’uomo ha contestato la natura dell’intervento eseguito per conto del Comune, “da qualificarsi a suo dire come bonifica (e non come messa in sicurezza)”, tesi contestata dalla ditta che ha bisogno di quantificare economicamente il valore dell’attività svolta. Il Comune di Pordenone oltre a dover rendere gli atti richiesti è stato condannato amche a rifondere alla ricorrente, Martin Ecologia e Servizi S.n.c. di Martin Luca, le spese legali di circa mille euro. La decisione è stata presa dal collegio giudicante composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Lorenzo Stevanato, (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, Estensore)



