Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei: è questo lambizioso progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 propone – in unesposizione a cura di Lucia Biolchini -“Ora più rada ora più densa. Architetture dellimmaginario”. La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando larchitettura come luogo in cui larte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando unesplicita continuità culturale.
La Rocca di Vignola si veste di contemporaneo
“Così è nata questa rassegna di arte contemporanea nelle stanze della Rocca di Vignola- spiega la curatrice, Lucia Biolchini – Abbiamo la necessità e lurgenza di aggirare i limiti dettati dallo spazio e dal tempo e permettere di agire nuove prospettive”.
Gli artisti presentati ci invitano a soffermarci e a riedificare, tutti insieme, unarchitettura dellimmaginario. Ci invitano ad affrontare quellinciampo su cui il contemporaneo è cresciuto, forma di un cortocircuito tra passato e presente. Così vedremo i segni cromatici di Marina Fulgeri ridisegnare gli spazi della Facciata della Rocca e le Sale degli Anelli, quella dei Leoni e dei Leopardi; Sabrina Muzi sovrapporrà paesaggi e monumenti, per leggere in controluce le Sale del Padiglione e quella dei Cani; Alessandro Moreschini ci interrogherà sul pieno e sul vuoto con le opere che, nella Sala degli Anelli e in quella delle Colombe, comporranno nuove coreografie visive; Linda Rigotti e Giorgia Valmorri materializzeranno gli affreschi della Sala del Padiglione per farli vivere allo spettatore.
Uninnovativa operazione culturale pensata per valorizzare uno dei più importanti monumenti della provincia di Modena in cui, per la prima volta, larte contemporanea contamina lo storico maniero per dare origine a un inedito continuum culturale.
“La nostra terra presenta grandi potenzialità sotto laspetto storico-artistico che vanno valorizzate – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – La Rocca, punto di richiamo e riferimento culturale del territorio, ospiterà una rassegna di arte contemporanea. Un ambito prettamente culturale che è un “unicum” dove antico e moderno dialogano in armonia dimostrando che strutture medioevali e arte attuale si arricchiscono vicendevolmente. Ci auguriamo che leco di questo evento culturale risuoni oltre i naturali confini dellAppennino e del Po”.
Il primo appuntamento che aprirà la rassegna sarà “Self expression” di Marina Fulgeri, dal 5 luglio all8 settembre (inaugurazione il 5 luglio alle ore 19.00).
Nelle sue mani luce e colore diventano strutture. Con questo lavoro lartista pone lattenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti
A seguire, dal 21 settembre al 10 novembre, Sabrina Muzi propone unestensione e un approfondimento di “Shān”, un corpus di lavori che comprende uninstallazione pittorica, una serie di acquerelli, fotografie e video. Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà poi la volta di Alessandro Moreschini, con”Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell”inquinamento immaginifico” prodotto dallHorror Pleni da cui ci metteva in guardia Gillo Dorfles. Mentre a chiudere “Ora più rada ora più densa” saranno Linda Rigotti e Giorgia Valmorri con “Da dentro”, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. Larchitettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura.



