Imposta di soggiorno, il Comune di Trieste per un cavillo perde causa con la Regione

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Imposta di soggiorno, il Comune di Trieste per un cavillo perde causa con la Regione

Il Comune di Trieste ha impugnato invano il Regolamento concernente la disciplina di attuazione dell’imposta di soggiorno emesso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ma Tar non è entrato nel merito, lo ha dichiarato inammissibile per un cavillo procedurale . Nell’atto che risale al 23 ottobre 2017 il comune lamentava “molteplici vizi per lo più attinenti all’affermata lesione della propria autonomia finanziaria (che risulterebbe pregiudicata dalla previsione di vincoli incidenti sulla destinazione del gettito)” e vari profili di illegittimità costituzionale, ma i giudici amministrativi hanno ritenuto che l’atto non è stato correttamente notificato alla controparte, in quanto non notificato anche all’Avvocatura dello Stato “domiciliataria ex lege anche dell’ente Regione”. La sentenza risale allo scorso 5 giugno 2019 dal collegio composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi (Consigliere) e Nicola Bardino, (Referendario, Estensore). Il Comune di Trieste è stato rappresentato dagli avvocati: Caterina Corrado Oliva, Maria Serena Giraldi, Maritza Filipuzzi e Valentina Frezza.

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