Ubi Leasing S.p.A.. proprietaria di una serie di immobili ed aree siti nella zona industriale di Spilimbergo (Pordenone), ha ottenuto l’annullamento dell’ordinanza firmata dal Sindaco e dal Responsabile del Servizio Ambiente che imponeva alcuni interventi presso lo stabilimento “ex Sintesi”, ove insistono le vasche dell’impianto di trattamento (cromo e nichel) ancora parzialmente piene di prodotto. Il provvedimento prescriveva di “porre in essere tutte le necessarie misure di prevenzione finalizzate ad evitare che i materiali liquidi/rifiuti liquidi (…)” per evitare che fossero “potenziale sorgente attiva di contaminazione del suolo, del sottosuolo e della falda sotterranea”. Inoltre veniva prescritto di verificare, ed eventualmente mettere in sicurezza, le coperture degli stabilimenti qualora fossero in amianto. I magistrati ritengono che “L’Amministrazione non può imporre,al proprietario di un’area contaminata, il quale non sia l’autore dell’inquinamento, l’obbligo di provvedere alla bonifica di siffatta area (…) una volta riscontrato un fenomeno di potenziale contaminazione di un sito, gli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza o definitiva, di bonifica e di ripristino ambientale possono essere, invero, imposti dalla Pubblica amministrazione solamente ai soggetti responsabili dell’inquinamento e cioè ai soggetti che abbiano in tutto o in parte generato la contaminazione(…)”. La decisione è stata emessa dal collegio composto dai giudici Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi (Consigliere, Estensore) e Nicola Bardino, Referendario. Ubi Leasing S.p.A. è stata difesa dagli avvocati Domenico Bezzi e Alessandro Stefana, il Comune di Spilimbergo è stato rappresentato dall’avvocato Vincenzo Pellegrini.



