21 militari della Guardia di Finanza hanno citato in giudizio il Ministero dell’Economia ed il Comando generale delle stesse Fiamme Gialle. I militari , in forza alla Stazione Navale di Trieste hanno lamentato che gli fosse stata riconosciuta “l’indennità per servizi esterni” a partire dal 21 maggio del 2016. In particolare si tratta di compensi aggiuntivi relativi a: lavori di bordo; piantone ormeggi; custodia di bordo e prontezza operativa. In precedenza l’indennità veniva riconosciuta poi dal maggio del 2016 non più a causa di una circolare. Il Comando della Guardia di Finanza ha ritenuto che “non possono essere considerate esterne le attività di servizio eseguite in luoghi di lavoro che pur non facendo parte dell’immobile sede del reparto ne costituiscano pertinenza (ormeggi, garitte, hangar, etc.)”; “il naviglio o i velivoli in dotazione ai reparti del Corpo possono essere ricompresi tra le ‘sedi esterne’ solo durante i periodi di navigazione”. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha dato ragione ai 21 militari, assistiti dall’avvocato Ennio Cerio, condannando il Ministero dell’Economia e delle Finanze a corrispondere il dovuto e le spese legali. Il collegio giudicante è stato composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente); Lorenzo Stevanato (Consigliere) e Nicola Bardino (estensore).



