Si autodenuncia di un furto ed indica come complice un altro uomo che poi lui stesso ha scagionato. In realtà il denunciante, un 40enne rumeno residente a Parma, voleva fare un danno all’amante di sua moglie ma alla fine ha rimediato solo una condanna a 6 mesi per furto aggravato. Nel settembre del 2016 il 40enne si è presentato dai carabinieri raccontando del furto di alcuni attrezzi in un deposito nei pressi di Tizzano, poi dopo sei giorni ha precisato che aveva rubato da solo senza complice, procurandosi così anche l’accusa di calunnia dalla quale il giudice Paola Artusi lo ha assolto. Intanto l’amante della moglie e la stessa signora, ascoltati durante il processo, hanno confermato di stare ancora insieme…



