“Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento”

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“Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento”

Arriveranno dal Museo delle culture di Lugano (Collezione Brignoni) molte delle opere della mostra dal titolo “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento” che sarà allestita a Roma dal 28 settembre al 20 gennaio nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano. Fanno sapere gli organizzatori: “La mostra è concepita come un viaggio all’interno di aree tematiche, che corrispondono ai principali caratteri dell’esplorazione interiore che accomunò gli artisti del Novecento all’arte delle culture da cui presero spunto”. Puntano a mostrare gli aspetti dell’arte “rivelatrice di tensioni e bisogni profondi dell’individuo, in grado di entrare senza paura nel mondo del mito e nella sfera dell’utopia, anche quella politica”.Il catalogo dell’esposizione romana è edito da Electa, a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, comprende numerosi saggi e unaricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, offrendo un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere in mostra e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del XX secolo. Almeno tre intere generazioni di artisti aderirono al Primitivismo, soprattutto  dopo un percorso di ricerca personale. In particolare la scultura della prima metà del Novecento dovette combattere tenacemente per affermare che la fedeltà all’apparenza non poteva essere più considerata a priori la misura dell’arte. Sculture che, liberatesi definitivamente da ogni inibizione ideologica, incarnavano entità che cercavano un proprio principio di giustificazione. Fu un tormento che trovò nella materia stessa il suo fondamento primario e, al contempo, fu una liberazione che affrancò per sempre la scultura occidentale dal conformismo della fisionomia.

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