San Secondo Parmense: per la morte di Andrea Giavarini nessun risarcimento

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San Secondo Parmense: per la morte di Andrea Giavarini nessun risarcimento

La tragedia si è consumata il 21 dicembre del 2016, attorno alle 22, lungo la SP 10 Parma-Cremona, al km 18+500 circa, nel territorio comunale di San Secondo Parmense. La vittima procedeva a bordo strada in bicicletta, in direzione Cremona, quando è stato investito alle spalle da una Citroen C3 condotta una giovane automobilista, allora 22enne, di Terenzo, che sopraggiungeva nello stesso senso di marcia. Un tamponamento dalle conseguenze drammatiche: il ciclista è stato sbalzato dal sellino del velocipede, ha urtato contro il cofano della vettura ed è rovinato sull’asfalto riportando traumi fatali che non gli hanno lasciato scampo. E’ deceduto pressoché sul colpo.

La Procura di Parma ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo a carico della automobilista, che tuttavia lo scorso mese di giugno è stato archiviato: secondo il Pubblico Ministero titolare del fascicolo Umberto Ausiello, che ha richiesto l’archiviazione disposta dal Gip Alessandro Conti, non sarebbero sussistite responsabilità penali in capo all’indagata in quanto, in buona sostanza, la bici non aveva il fanalino posteriore e quel tratto di strada in aperta campagna era privo di illuminazione.

 

Intanto la compagnia di assicurazione della vettura ha rifiutato qualsiasi richiesta di risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti presentata dallo Studio 3A conto per dei propri assistiti. Non è chiaro se i familiari della vittima abbiano presentato opposizione all’archiviazione, ma non ci stanno ed hanno deciso di intentare una causa contro l’investitrice ed il Tribunale ordinario di Roma.

Nell’atto di citazione, i legali della famiglia della vittima ritengono “che l’assenza del fanalino posteriore della bicicletta e la totale mancanza di un sistema di illuminazione stradale non possano costituire un’esimente”.

Si legge in una nota dello studio 3°: “Un automobilista che aveva superato pochi istanti prima il 34enne, e di cui è stata raccolta la testimonianza, si era avveduto della sua presenza, l’aveva tranquillamente evitato né aveva segnalato alcuna andatura anomala da parte sua: il povero Andrea Giavarini procedeva regolarmente a bordo strada e non aveva compiuto alcuna manovra improvvisa, come potrebbe essere un attraversamento o un’immissione da una laterale. E d’altra parte la stessa automobilista ha avuto a dichiarare, semplicemente, di non averlo visto, confermando peraltro come procedesse tenendo strettamente la propria destra. Infine, anche laddove sia carente la pubblica illuminazione, i fari di un’auto, che nello specifico risultavano del tutto funzionanti, consentono comunque di vedere anche oggetti privi di segnalazione con ampio anticipo”

 

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