Fondazione di Piacenza e Vigevano: chiesta una condanna

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Fondazione di Piacenza e Vigevano: chiesta una condanna

Titoli obbligazionari per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, trasferiti illegalmente dall’Italia su un conto aperto ala Banca Julius Baer di Lugano. Questa è l’accusa che la Procura della Repubblica di Piacenza ha contestato a Massimo Sbordi, direttore generale dell’ente che ha sede nella città emiliana, per lui il pubblico ministero ha chiesto la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione. I soldi successivamente sono rientrati in Italia, ma l’operazione di trasferimento dall’Italia alla Svizzera, secondo l’accusa, sarebbe avvenuta senza l’avallo degli organi preposti, “rappresentando falsamente una proposta di acquisto che non c’è mai stata”. Il Pubblico Ministero che sostiene l’accusa, Antonio Colonna, nel corso del processo ha citato il nome di una società olandese che avrebbe presentato come garanzia per l’operazione il possesso di una pizzeria, sembra incredibile ma questo asserisce di aver scoperto il magistrato. L’inchiesta partì nel 2013 a seguito dell’esposto di un ex presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, il processo si dovrebbe concludere il prossimo 28 febbraio. La difesa dell’imputato ha chiesto l’assoluzione perché tutta l’operazione si sarebbe conclusa senza danni economici per alcuno.

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