
Era gremita domenica 7 febbraio la Casa del Giovane Verdi a Busseto in cui il grande genio musicale visse dai 10 ai 18 anni, per la presentazione del volume “Verdi, la sua musica e la follia” della autrice Meri Rizzi, profonda conoscitrice e studiosa di cose verdiane oltre ad essere medico psichiatra. L’autrice ha rivelato particolari relativi ai rapporti ed alla collaborazione che Verdi ebbe per oltre quaranta anni con il grande amico Cesare Vigna,musicologo e psichiatra. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri,il noto neurologo professor Enrico Montanari, l’editore ed il Sindaco del comune di Busseto Maria Giovanna Gambazza. Il Maestro Matteo Cavicchini di Mantova per l’occasione ha eseguito al pianoforte le più celebri arie della Traviata in omaggio a Giuseppe Verdi e Cesare Vigna.
Il libro è edito dalla Casa Editrice Sichel di Anna Sichel, proprietaria della storica dimora verdiana messa a disposizione gratuitamente per lo svolgimento di attività culturali ed anche autrice della introduzione. Quei luoghi sono avvolti da un particolare destino: la musicoterapia “verdiana” viene praticata nella Casa protetta che si trova in Via Piroli a Busseto,ubicata nell’edificio antistante la dimora verdiana, lo stesso che un tempo ospitava la caserma dei gendarmi di Maria Luigia. Allora la musica di Verdi infastidiva il comandante dalle esecuzioni notturne di Verdi giovinetto con la spinetta. Oggi nello stesso palazzo gli ospiti cantano “Va pensiero”.La sua musica è entrata dove non la si voleva. In occasione dell’evento letterario sono state ufficializzate 
anche alcune donazioni di storiche incisioni delle opere sui dischi a 33 giri da parte di collezionisti verdiani, quali Marta Cammi e la famiglia Dalla Bona, che ha commosso i partecipanti.
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