
Sarebbero avvenuti anche in territorio svizzero gli episodi che nei giorni scorsi hanno portato alla condanna di un ex calciatore italiano al quale il Tribunale di Palermo ha inflitto una pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione: secondo le accuse faceva prostituire la propria fidanzata, anche durante la gravidanza. Addirittura in qualche caso avrebbe avuto rapporti anche con venti uomini diversi in un solo giorno. I reati che sono stati contestati all’attaccante oltre allo sfruttamento della prostituzione, sono anche violenza sessuale e stalking. Il rito processuale scelto non ha permesso di conoscere in quali località svizzere si sarebbero avvenuti gli incontri, tutti in appartamenti privati, in quanto l’ex giocatore ha chiesto il giudizio abbreviato, formula che prevede il solo esame degli atti senza l’audizione di testimoni ed esclude il pubblico dall’udienza. Il calciatore, un attaccante, ha avuto una breve carriera vestendo per periodi non lunghi anche le maglie di squadre italiane di serie A e B, come Sampdoria, Catania ed Avellino, per il resto ha quasi sempre giocato in terza divisione. Il suo ultimo ingaggio è stato nel Messina in serie C, era finito nei guai lo scorso aprile, quando fu anche arrestato. Secondo le tesi accusatorie la vicenda sarebbe iniziata nell’estate del 2013, all’epoca giocava nell’Avellino, ma ebbe una parentesi nel Casale Calcio, a Casale Monferrato (provincia di Alessandria), evidentemente in quel periodo sono avvenuti gli incontri “svizzeri”, in quanto per il resto tutto sarebbe avvenuto in Sicilia. Una svolta nelle indagini si ebbe grazie all’intervento della madre e della zia della ragazza, avvisate da parenti e conoscenti tramite i social network. La vittima, stando a quanto è dato sapere, ha raccontato agli inquirenti di non essersi accorta subito di quanto le stesse accadendo.
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