
Nonostante il Parma Calcio sia stato azzerato da un nuovo fallimento a 12 dodici anni di distanza non mancano i contraccolpi giudiziari relativi al passato crack del club emiliano, che nel 2003 fu travolto dal default della Parmalat. Nei giorni scorsi, dopo alcuni rinvii tecnici, si è tenuta la vera prima udienza del processo a carico di Gian Battista Pastorello, imputato nella sua qualità di ex presidente dell’Hellas Verona, società calcistica che i magistrati della Procura di Parma ritengono che fosse occultamente controllata da Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat che controllando già il Parma Calcio non poteva detenere un’altra squadra di serie A e stando alle accuse contestate, avrebbe agito per il tramite di Pastorello che in passato è stato anche direttore sportivo del Parma Calcio. Pur trattandosi di una materia apparentemente di competenza della sola giustizia sportiva, gli inquirenti di Parma ritengono che ciò, se provato, avrebbe contribuito ad ingigantire il dissesto finanziario di quello che fu il Parma A. C. e quindi della Parmalat di cui era uno dei tanti asset. Davanti al collegio giudicante presieduto da Gennaro Mastroberardino, con a latere Luca Agostini ed Enrico Vernizzi è comparso l’ex ispettore della Guardia di Finanza Alessandro Colaci, che all’epoca compì varie verifiche contabili inerenti le due società calcistiche. In aula era presente anche lo stesso Pastorello: il pubblico ministero Paola Dal Monte gli contesta che insieme a Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat giudicato separatamente, che oltre a violare la normativa relativa alla proprietà delle società calcistiche avrebbero compiuto l’operazione fittizia “al solo scopo di rientrare di esposizioni vantate dagli istituti di credito Banca Popolare di Vicenza (4milioni 166mila 128 euro) ed Unicredit (487mila 502euro). Una piccola goccia nei circa 14miliardi di euro che ha bruciato l’intero carck Parmalat. La prossima udienza è prevista per il 10 dicembre, dovranno testimoniare un altro militare delle Fiamme Gialle ed un funzionario bancario.
Salvatore Pizzo
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