
Porta a Lugano l’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha arrestato sei persone, per un presunto ruolo in un giro di corruzione relativo alla gestione di appalti per le forniture all’Azienda sanitaria locale di Caserta, in Campania. Fra le accuse contestate agli ex amministratori anche quella di corruzione con l’aggravante mafiosa.
I pubblici ministeri Luigi Landolfi e Anna Maria Lucchetta sospettano che ci sia anche l’interesse del clan camorristico dei Belforte attivo in quel territorio. A portare le indagini a Lugano è il ruolo dell’imprenditore Angelo Grillo, che per altre vicende, da oltre 18 mesi, è detenuto in regime di carcere duro, previsto per i reati relativi alla criminalità organizzata. E il dialogo intercettato mentre Grillo guidava la sua auto nel novembre 2013. Secondo fonti giudiziarie, l’imprenditore avrebbe avuto rapporti con un intermediario attivo in Svizzera, per aprire un conto, e questi gli avrebbe indicato i riferimenti per Lugano. Un intermediario ignoto, che gli ha prospettato lo spostamento di una sua società in Svizzera. Perciò l’imprenditore voleva recarsi a Lugano per incontrare persone e consegnare documenti. Gli inquirenti, dopo un’altra intercettazione, ritengono che il figlio di Grillo abbia invitato il padre a non parlare al telefono di certe vicende. Non si esclude l’avvio di una rogatoria internazionale per verificare interessi e contatti in Svizzera dell’imprenditore che ritengono in odore di camorra.
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