
Sono giorni amari per i verdinian – cosentiniani, il loro leader Denis Verdini è stato rinviato a giudizio a Firenze, nell’ambito di un procedimento penale in cui viene ipotizzata la bancarotta fraudolenta. Inoltre, quasi contemporaneamente, dopo il divorzio da Berlusconi e quindi da Forza Italia il deputato corregionale di Matteo Renzi si è accorto di non avere i numeri sufficienti per formare gruppi autonomi alla Camera ed al Senato che dovrebbero essere alleati del Pd. Le indagini fiorentine riguardano il fallimento di due ditte appartenenti alla famiglia Arnone: una aveva un debito di 4 milioni di euro con il Credito Cooperativo fiorentino di cui Verdini è stato presidente, l’altra, secondo le accuse della Procura di Firenze, avrebbe ottenuto dei lavori dalla banca guidata da Verdini, ma secondo le accuse li avrebbe poi fittiziamente ‘subappaltati’ alla prima per permetterle di saldare parte del debito. Verdini prima del suo addio è stato ricevuto da Berlusconi a palazzo Grazioli, all’incontro c’erano anche Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Niccolò Ghedini, ma le posizioni sono rimaste molto distanti.
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