Parma Calcio (era Tanzi), procedimento da rifare per un indagato

Articolo

Parma Calcio (era Tanzi), procedimento da rifare per un indagato

 

parma calcio

Deve ripartire daccapo il procedimento penale relativo ad uno dei rivoli svizzeri dell’inchiesta relativa al crack del Parma Calcio, non quello fallito nei mesi scorsi, ma il club che fu coinvolto nel ciclone Parmalat nell’oramai lontano 2003. Il collegio giudicante presieduto da Gennaro Mastroberardino, con a latere i magistrati Luca Agostini ed Enrico Vernizzi, ha deciso che il procedimento a carico di Gustavo Carlos Mascardi, procuratore sportivo di nazionalità argentina ha un vizio di forma in quanto le notifiche degli atti dell’inchiesta non sarebbero mai giunte all’uomo che vive a Buenos Aires, le avrebbero inviate ad un indirizzo sbagliato. Secondo le accuse, tutte da provare, mosse dal pubblico ministero Paola Dal Monte, a Mascardi verrebbero imputate presunte operazioni finanziarie, avvenute a Lugano, relative alla compravendita di due calciatori sudamericani, per complessivi 8 milioni di dollari versati sui conti luganesi di una società panamense riconducibile allo stesso procuratore argentino, conti che sarebbero stati aperti nelle filiali di Lugano del Banco del Sempione e di Credit Agricole. In realtà parte di quei soldi, secondo la Procura di Parma, non corrispondevano al reale valore delle operazioni e sarebbero stati prelevati in contanti e trasferiti su altri conti svizzeri. Il Tribunale di Parma vorrebbe riunire questo processo a quello a carico di Gian Battista Pastorello, residente a Lugano, imputato nella sua qualità di ex presidente dell’Hellas Verona, società calcistica che i magistrati della Procura di Parma hanno ritenuto fosse occultamente controllata da Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat, il quale controllando già il Parma Calcio non poteva detenere un’altra squadra di serie A e stando alle accuse contestate, avrebbe agito per il tramite di Pastorello che in passato è stato anche direttore sportivo del Parma Calcio. Pur trattandosi di una materia apparentemente di competenza della sola giustizia sportiva, gli inquirenti di Parma ritengono che ciò, se fosse provato, avrebbe contribuito ad ingigantire il dissesto finanziario di quello che fu il Parma A. C. e quindi della Parmalat di cui il club era uno dei tanti asset, ma si tratta di accuse ancora tutte da dimostrare.

Salvatore Pizzo
{fcomment}

Back To Top