Tangenti ed escort, soldi nascosti negli assorbenti

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Tangenti ed escort, soldi nascosti negli assorbenti

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Portano a Lugano le tracce di un’inchiesta coordinata dagli inquirenti italiani della Procura della Repubblica di Genova, che lo scorso mese di novembre hanno arrestato sette persone, tra funzionari pubblici ed imprenditori, accusati di aver avuto un ruolo negli appalti truccati dell’Azienda Municipale di Igiene Urbana (Amiu) del capoluogo ligure: secondo l’accusa alcuni dirigenti di Amiu avrebbero concesso appalti ad imprenditori in cambio di notti con escort e cene. La procura ha ipotizzato reati contestati a vario titolo, a seconda delle singole posizioni: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta, omessa denuncia e falsità ideologica. Le indagini sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico. A questa inchiesta ne è legata un’altra per traffico illecito di rifiuti alla quale, insieme alla Procura della Repubblica di Torino, sta lavorando dal 2012 la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova che ipotizza reati a carico di ben cinquanta persone, in merito a questa inchiesta da fonti giudiziarie è trapelata l’informazione che la Guardia di Finanza ha appena redatto un dossier in cui sono contenuti dati che fanno supporre il trasferimento di capitali e beni a Lugano. In particolare sono state seguite le mosse di una donna, la quale di recente si è stabilmente trasferita a Lugano, il cui ex marito in un’intercettazione telefonica le avrebbe chiesto di portare dall’Italia degli assegni che avrebbero dovuto passare il confine «nascosti in un assorbente», circostanze che tuttora sono al vaglio degli investigatori.
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