
Le informazioni assunte tramite la Polizia Cantonale di Lugano ma anche dal servizio Interpol, dagli inquirenti tedeschi del BKA di Wiesbaden e dalla Metropolitan Police di Londra, hanno permesso ai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione, coordinati dalla Procura della Repubblica di Monza, di sgominare una complessa organizzazione che trafficava medicinali rubati. I farmaci venivano smerciati da una società di commercio con sede i provincia di Monza che agiva da collettore del riciclaggio giustificando, a sua volta, la provenienza delle medicine mediante false fatture di acquisto da società svizzere, ma anche bulgare, tedesche, inglesi, irlandesi, maltesi e olandesi. L’inchiesta battezzata ‘Pharmatraffic’ ha portato all’arresto di 19 persone, sei sono in carcere e 13 si trovano agli arresti domiciliari, inoltre è stato eseguito il sequestro preventivo di oltre 23 milioni di euro tra beni mobili, immobili, titoli e conti correnti, tra cui anche dei conti aperti in banche Svizzere. Altre 31 persone sono indagate a piede libero. L’indagine – avviata nel 2011 – ha permesso ai Carabinieri del NAS di appurare che nel vasto giro illecito sarebbero coinvolti: farmacisti, titolari ed addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci ad uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico, autotrasportatori della Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia. Gli inquirenti hanno scoperto che gli autori avevano commesso numerosi furti di farmaci ospedalieri ad alto costo, li facevano risultare come importati in Italia dall’estero e rivenduti “legalmente” da ditte di: Monza, Milano, Caltanissetta, Crotone, Genova, Pavia, Napoli e Sondrio. Il denaro veniva poi veicolato presso conti in Svizzera e in Belize e quindi prelevato in contanti. Il danno ad ospedali e case farmaceutiche è stato quantificato in circa 30 milioni di euro.
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