
Nella rubrica “Cocktail Martini” di Sette, il settimanale del Corriere della Sera, dello scorso 28 novembre, è stato fatto cenno al Cervim (Centro di ricerche per la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio creato dalla viticultura di montagna), che ha sede in Val d’Aosta. Pur non avendo nulla a che fare con la viticoltura di montagna, lo stesso articolo acennava alle alberate più alte del mondo. Le viti legate tra un pioppo e un altro tipiche della Pianura Aversana, che ahinoi vanno progressivamente diminuendo, dalle quali si produce l’Asprinio di Aversa. Si legge anche he esse sarebbero piantate sui viali d’accesso della Reggia di Caserta, cosa che ovviamente non sussiste anche perché da quelle parti non pare sia mai esistita una produzione di Asprinio di Aversa, almeno negli ultimi decenni.
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