
Avrebbero messo in atto un giro di sovrafatturazioni false per evadere il fisco italiano trovando un appoggio a Lugano, questo lo scenario che viene contestato dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Lucca che hanno sequestrato a tre imprenditori del settore tessile: appartamenti, case, fondi commerciali, capannoni, terreni, villette, parte dei quali, per un valore complessivo di 3 milioni e mezzo di euro. Secondo le indagini il comportamento illecito sarebbe andato avanti da una decina di anni fino al 2010. Gli indagati avrebbero creato aziende «clone» su con le quali sarebbero state operate transazioni fittizie nelle Seychelles o Madeira (Portogallo) per poi far arrivare i contanti, eludendoli al fisco italiano, soldi in conti cifrati aperti in filiali bancarie luganesi. Due imprenditori sono di Lucca, ed avrebbero interessi anche negli Stati Uniti, il terzo è di Pisa ed avrebbe interessi anche in Tunisia. I reati contestati sono: evasione fiscale ed emissione di fatture in tutto o in parte inesistenti. Dai riscontri fatti attraverso una rogatoria sui conti aperti a Lugano risultavano “stornati” oltre un milione e 700mila euro non dichiarati Secondo la Guardia di Finanza che ha esguito i controlli, il tutto sarebbe avvenuto grazie all’aiuto di professionisti di una fiduciaria di Lugano.
Salvatore Pizzo
{fcomment}



