
Nell’ambito di un ciclo di incontri organizzati dall’Ambasciata d’Italia in Svizzera, finalizzati al miglioramento degli scambi economici trai i due paesi, a Parma nella sede dell’Unione Industriali si è svolto un primo incontro, il tema quello delle emissioni di mini bonds. Strumento finanziario che molti imprenditori parmensi vorrebbero “sperimentare” in Canto Ticino. Alla tavola rotonda era presente anche l’ambasciatore italiano in Svizzera Cosimo Risi, che ha spiegato alla stampa il perché è stato scelto proprio il tema dei mini bonds: “Non è stata una scelta casuale- ha detto il diplomatico – perché la Svizzera è un paese con enormi depositi finanziari, parte dei quali sono di matrice italiana non dichiarata e perché confina con un paese come l’Italia che ha necessità di ripartire e al tempo stesso ha anche difficoltà di accesso al mercato finanziario. Abbiamo quindi informato innanzitutto gli investitori a Ginevra e Lugano e ora stiamo informando i produttori di questa opportunità che si può cogliere”. Claudio Cacciamani, docente di economia dell’Università di Parma, ha detto che i mini bonds, fonte di finanziamento alternativa al credito bancario, possono essere emessi delle piccole e medie imprese con un fatturato fino a 250 milioni di euro, con una struttura di governance aziendale e con l’ultimo bilancio soggetto a revisione contabile. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con lo studio legale Blasio & Partners e con l’Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI).
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