A mia nonna

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A mia nonna

iavazzo stefano

Ora nonna sarai chissà

Magari ancora a districarti

In quel tuo latino gotico

Senza neppure un giorno di scuola

Solo briciole di parole

Pasticciate più per la vita

come un pane ancor duro

Reso così in poltiglia

un tuo personale votivo

Formula resa fiacca negli anni

Come voce di mare in bottiglia

sola afferravi il senso

Senza sapere mai le regole

Della consecutio temporum

Che fa un pater noster

Vocativo pure in cielo

Così come Salve Regina

È per fare i discoli allora

Che ridevamo di misericordia

Quando recitavi al naturale

Con quei colori del tuo piumaggio

Ancora dei tempi dell’amore

E pregavi nel tuo linguaggio

Il tuo grido contro il male

Perenne con il tuo dolore

Perché giovane sei già vedova

con cinque figli

poi con quattro solamente

uno si spense giovinetto

Per ciò che ti sapevi

Tanto povera sulla terra

contrabbandiera con mia madre

che è attaccata alla tua gonna

con una speranza mai perduta

di riavere l’essenza

d’un padre che ancora non conosce

e nessuno ti può rimproverare

se non sai che è consustanziale

il verbo si è fatto carne

ed ogni momento è prodigioso

che torni in un’ostia consacrata

ciò che volevi non t’ è stato dato

ora credi non ti sarà negato.

Stefano Giacomo Iavazzo
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